Gelato 2014 @ Roma – il circuito dei nostri 30 TOP

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Questo è tradizionalmente tempo di aggiornamenti sulla materia. Ce lo ricordano qui e lì anche i nostri lettori più appassionati: come sottrarsi dunque, oltretutto da iperdivoratori accaniti d’inverno e d’estate?!

A dire il vero è ormai qualche settimana che pensiamo all’argomento, sollecitati dal crescente consumo giornaliero e dai vari gelato-post che popolano il web e i social. A un anno di distanza dal nostro ultimo articolo si sono materializzate chiare davanti agli occhi le innumerevoli gelaterie che si intercettano veramente ovunque nelle strade dei quartieri romani. Aperture che spuntano come funghi a volte anche a distanza di poche centinaia di metri seguite a ruota da Festival dedicati.
Roma anche capitale del gelato dunque? Probabilmente si, perché – diciamolo – non è difficile ritrovarsi in qualsivoglia area della città a distanze accettabili da lodevoli botteghe. Questo non equivale ad affermare che tutte le gelaterie sono frequentabili, anzi. Per definizione: stare alla larga dagli intramontabili ahinoi “gelato a montagna”, “colori fluorescenti puffo style” e “vaschette preconfezionate” di cui qualcuno continua evidentemente a rifornirsi.
Eppure di punti di riferimento nuovi e vecchi che si espandono ce ne sono eccome.

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Fattoria di Fiorano – il buono, il bello e il biologico alle porte di Roma

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Scrivere di Fiorano, della fattoria biologica di Fiorano ci mette davvero buonumore. Anzi a dirla tutta ci rende contenti, fieri di essere di queste parti.
Per una serie di motivi.

Le intenzioni e i principi sono proprio buoni e genuini, come piacciono a noi. A un certo punto le tre sorelle Antinori, nipoti del Principe che svariate decine di anni fa ereditò i terreni di Fiorano, hanno deciso di recuperare un “pezzo” della loro storia. Non più tardi del 2011 un recupero che ha messo in fila: il pregiato e fregiato vino Fioran0 non più prodotto per anni, uno degli edifici storici sparsi nei terreni, la coltivazione dei campi. Un recupero che oltretutto non si è fermato a questo, ma che somma un’attività di ristorazione a km – ops metro zero visto l’orto quasi in cucina – lo sfruttamento degli spazi e delle competenze anche a fini didattici, in particolare con laboratori per bambini, un caseificio unito a spaccio di prodotti agricoli, confetture, sottoli e dintorni.

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Food Truck @ Roma – eppur si muove

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Nell’immaginario italo-romano quando si parla di cibo su ruota vengono automaticamente in mente i furgoncini ambulanti stile Ducato, con tanto di fiancata-bancone “scoperchiabile” all’occorrenza.
Quelli perlopiù bianchi, quelli diciamo tutti uguali. Tipicamente – e paradossalmente statici – piazzati fuori dagli stadi o in prossimità di folle, a offrir panini a base di porchetta, salsiccia e wurstel o vasche gelato. Il tutto con qualità mediamente discutibile.

Eppure oggi si può affermare che non è più solo così. Tanto sullo stivale, quanto a Roma quell’immaginario può di diritto cominciare a popolarsi di food truck “veri”,  in operoso e continuo movimento.

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Tavole Romane spegne 4 candeline

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Oggi Tavole compie 4 anni!
Quattro anni pieni zeppi di:
gioia per esser stati utili di tanto in tanto con il nostro punto di vista
contentezza per aver incontrato persone uniche lungo questo cammino
desiderio continuo di fare meglio misto a dispiacere per non riuscire ad avere a disposizione  tutto il tempo che vorremmo dedicare a questo progetto
entusiasmo ed energia ogni volta che qualche nostro piccolo contributo rende un’emozione  a qualcuno.
Grazie a tutti voi che ci seguite, ai tanti che ci hanno scritto in privato… avete il grande merito di aver reso concreto tutto questo.
E cresce la voglia di diventare “grandi”!
Immagine tratta da Internet e ritenuta di pubblico dominio. Segnalateci eventuali vincoli di copyright e provvederemo alla rimozione.

Il food si rinnova agli Internazionali di Tennis a Roma

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Questo post “parla” a tutti coloro che in un verso o in un altro amano il  tennis!
Si in un verso o in altro, perché per gli appassionati in senso stretto questa degli Internazionali BNL d’Italia a Roma è un’occasione per veder sfilare sui campi alcuni dei più grandi nomi della classifica mondiale, per gli appassionati in senso lato è altresì un modo per godersi una faccia della città, quella faccia che volge a nord nella zona olimpica. Un’area che resta nel tempo unica per i suoi tratti marmorei mescolati a grandi spazi e a strutture sportive. E poi quando le giornate non sono come quella odierna, ma il sole piuttosto bacia tutto (cosa non infrequente in questo periodo dell0anno) diciamo che lo spettacolo di cui si può godere diventa un’esperienza proprio per tutti.

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Tè e Teiere si rinnova in via dei Banchi Nuovi

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Intendiamoci: preparare e sorseggiare un tè è per noi un’autentica passione.
Tanto da divenire un rito, fin dall’acquisto. Di quello giusto.

In città sono cresciuti nel tempo i punti in cui reperirne di lodevoli, confezionati e diciamo così sfusi, eppure il nostro indirizzo numero 1 – quello che proprio si consiglia sempre a occhi chiusi, quello che fa gioire quando si becca in carta in qualche locale – resta Tè e Teiere.

Da qualche settimana ha ormai cambiato casa, ma solo di qualche centinaio di metri: da via del Pellegrino a via dei Banchi Nuovi. Nel 13°  – e non è poco – anno di attività. Di qui l’occasione per dedicargli un post, complice anche l’imminente e ufficiale inaugurazione (domani 8 maggio dalle 17 alle 21).

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Streetfood @ Roma: i panini gourmet di Romeo e gli altri Top!

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Metti insieme due autentiche “bombe”.
La prima: lo streetfood che straripa ormai in ogni dove tra consumatori accaniti (ovvio), “penne” del settore e naturalmente tra imprenditori, che intravedono chiare opportunità fisse e/o ruote-munite.
La seconda: il potere diffusivo dei social, che neanche si commenta più.

Ed ecco circa 1.000 votazioni in una settimana scarsa per il nostro contest a tema.
Per non parlare degli accessi curiosi al blog e il chiacchiericcio in commenti e messaggi.

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Diciamo la nostra – votiamo il miglior STREETFOOD salato di Roma

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E dire che quando abbiamo iniziato a scrivere in questo spazio 4 anni  fa ormai di streetfood, o cibo di strada che dir si voglia, in blog e siti poco o affatto se ne parlava in modo approfondito! Di lì appunto il desiderio di parlare ops di scrivere oltre che di ristoranti e trattorie anche di posti in cui consumare in logica compra-mordi-fuggi fritti, pizza, panini, hamburger and so on. E ora a distanza di qualche tempo, con chissà quante calorie ingurgitate a furia di provare, dopo diverse decine di nostri post dedicati agli artigiani del cibo di strada a Roma, e ancora dopo festival ed eventi nati per rendergli omaggio nonché righe e righe scritte nel web sull’argomento  (si contano più di 1.000.000 di risultati se si googlano parole come streetfood, cibo di strada in coppia con Roma) eccoci qui col desiderio di coinvolgere tutti quelli che vorranno in uno dei nostri contest sulla materia.

E così dopo esserci messi tutti insieme in moto per scegliere il gelato, il cornetto, i supplì, carbonara-amatriciana-cacioepepe, i brunch è ora la volta dello streetfood salato! Occhio, solo salato per ora. E chissà che poi non ci scappi anche la versione dolce, a uso e consumo di tutti.

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Supplizio – il cibo di strada firmato Arcangelo Dandini

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Sabato 8 Febbraio al mattino.

In giro per il centro storico della città tra Navona e Campo de’ Fiori. Complice il chiacchiericcio social, che dava addirittura in quel periodo l’apertura del Supplizio, passiamo in zona sperando di trovare segni di imminente presenza. Ma niente, porte sbarrate.
La curiosità cresce imperterrita.

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#mammaroma “Giubbonari – Chiavari” (numero 3)

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Delle volte, l’unica cosa di cui si ha veramente bisogno è il silenzio.
La pace.
Il fuggire da quel costante “bla, bla, bla” (cit.) che ci passa vicino.
Quel chiasso informe, fatto di voci costanti e confuse che, passando per la tua testa, ha la chiara pretesa di entrarti lentamente dentro. Confondendoti.
Delle volte, passeggiando per Campo dei Fiori, è questa la sensazione che ho provato. Di insofferenza manifesta verso quella calca che soffoca la bellezza del luogo. E che ti si appiccica addosso violentemente.

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