Open Baladin – Prototipo di “Birreria Italiana”

Roma via degli Specchi

E’ passato poco più di un anno dall’inaugurazione di questo locale e da quel momento non si è smesso più di parlarne. Tante le “fonti” autorevoli del web e non solo che si sono scomodate per dare spazio all’Open Baladin di Teo Musso, “mente e braccia” di questo progetto. Alcuni tra i nostri autori preferiti: DissaporePapero GialloDaniela Senza PannaPercorsi di Vino, ItalianLinguiniScatti di Gusto
Open Baladin è un posto speciale all’interno del panorama romano, dove amanti della birra e non devono passare almeno una volta. Perchè qui la birra non è birra e basta…è passione allo stato puro…è  massima espressione del lavoro artigianale…è cultura. Decine a  produzione prevalentemente propria – servite alla spina – e centania di etichette imbottigliate di proprietà e non, italiane e straniere.
Lo sfondo esterno è quello delle suggestive vie adiacenti a Giubbonari, che conducono nei pressi di Campo de’ Fiori. Via degli Specchi per la precisione, al civico del vecchio indirizzo “Crudo”, che Open Baladin ha rimpiazzato. Lo sfondo interno è fatto da centinaia di bottiglie di birra – sulla parete di fronte all’ingresso principale – e art picture e murales a colori, tutto nella grossa sala del pian terreno, che “convive” con cucina a vista e altri due ambienti di sosta. Affascinanti mobili e oggetti datati animano il piano superiore. Piano terra e primo piano sono come un viaggio nel tempo, nei toni e nei rumori. Giù nella sala principale si sta – per intensità di rumore – come in un pub anni ’80-’90, su a “decibel opposti” come in un locale berlinese dei giorni nostri. Negli altri ambienti più appartati del piano terra inizia già il viaggio verso Berlino.

Veniamo all’offerta in fatto di cibo, nata dalla collaborazione con Bonci e De Bellis. Saranno stati questi nomi, sarà stato il livello delle birre, sarà stata la nostra crescente brama di provare l’Open Baladin…fatto sta che l’aspettativa ha superato l’esperienza in questa visita.  E non è “colpa” nè della simpatica formula “cucina al volo”, nè della varietà: fritti e bufala per antipasto, burgers, pollo, rosette del forno Roscioli imbottite e qualche piatto di carne per proseguire…fino ad arrivare ai dolci. La qualità invece – secondo noi – a tratti latita. 
Il servizio è un altro aspetto che ha contribuito a distanziare aspettativa e vissuto, con la prima in netto vantaggio sulla seconda.
Lento e poco attento a servire in modo sincronizzato…piatti freddi e facili da preparare arrivati molto dopo i caldi burgers. Per non citare i 30 minuti di attesa per una birra,
inesperto…una cameriera alla sua prima serata non ha esitato a dircelo – in “romanesco” – per giustificare ripetute gaffe,
“con licenza poetica”…abbiamo ricevuto – per esaurimento scorte – un cambio prosciutto con capocollo senza che sondassero il gradimento,
poco disponibile…alla richiesta (all’arrivo) di spostamento al piano superiore da quello inferiore, davvero troppo rumoroso per i nostri gusti. Certo al momento della prenotazione potrebbero chiedere se si preferisce il piano terra o quello superiore viste le differenti caratteristiche.
Ci auguriamo che le pecche siano solo figlie di una serata “storta”.
Insomma: una novità da non perdere per bere…che ci auguriamo evolva da promettente “Prototipo” a “Modello” non solo come birreria ma anche su cibo e servizio.
Ad ogni modo i posti vanno provati più volte prima di un giudizio “definitivo”: torneremo presto, magari per l’aperitivo.

Le nostre pagelle:

  • Ospitalità 4,5
  • Ambiente 7 (penalizzato dal rumore della sala principale)
  • Mescita 9
  • Cibo 6
    • Antipasti 5
    • Primi non disponibili
    • Secondi 6,5
    • Contorni non provati
    • Dessert non provati
    • Pane 7

Prezzo:

  • Pasto: 20€
  • Birre: 5€ bicchiere da 33cl

In breve:
♥ A tutta birra artigianale!

Informazioni pratiche:
Sito web: http://www.openbaladin.com
Indirizzo: via degli Specchi 6, 00186 Roma (come arrivare)
Orario: tutti giorni dalle 12:00 alle 2:00
Tel. 06.6838989

…dalla nostra esperienza:

L’occasione è quella di scambio chiacchiere con amici che non incontriamo da un po’. Protagonista un caro amico di rientro da anni trascorsi a Istanbul, a cui facciamo un grande augurio per la “nuova vita” in Italia!

La visita si riferisce a domenica 17 ottobre 2010.

Citazioni dalla cucina:

Antipasti: si può scegliere tra Fatate (chips dell’Open simpaticamente servite in un cono di carta) verdi col sale marino, rosse con paprica, bianche con aglio e Pecorino, nere alla liquirizia, o sCrocchette cacio e pepe, classiche o gateau e ancora Bufala – della tenuta Quitti – al naturale, con praga, con prosciutto o caprese. Abbiamo provato un po’ tutto: fatate verdi giustamente sottili ma “mollicce”, scrocchette gateau molto unte e dal ripieno inesistente, bufala insapore niente a che vedere con le migliori campane.

Primi: non disponibili

Secondi: qui il nostro “metro del giudizio” sale rispetto agli antipasti. Protagonisti i Burgers dell’Open preparati con carne 100% di manzo piemontese selezionata e confezionata dall’azienda La Granda presidiata da Slowfood. Hamburger Open con pomodoro e insalata, Bacon Burger con guanciale di cinta senese selezione Paolo Parisi, Cheese Burger con silano, Hamburger tirolese con speck grigliato e formaggio e Gli Speciali con Mojito Burger, salsa alla menta e lime, avocado, sedano e cetriolo, Capri Burger bufala, pomodoro e mayo al basilico, Singin’ in the Rain peperoni grigliati, tabasco, guanciale croccante, cipolla sfumata alla birra e silano. Provato in versione Open e Cheese (il Capri non c’era!): carne molto buona…non c’è che dire. Non ci ha però convinto in versione “hamburger”. Mayo e chekup Maionese e ketchup di accompagnamento di loro produzione.
Oltre ai burger anche Pollo, strisce di petto croccanti marinate agli agrumi o al curry, Ali di Pollo, marinate nella birra Open, nella Reale semplice o con aggiunta di paprica, Rosette con bufala e cicoria o prosciutto o pomodoro o ancora capocollo e infine Piatti al Piatto con tagliata di bue spagnolo e contorno di patate o cicoria e tartare di Fassona selezione la Granda. Provate – oltre ai burgers – delle strisce di pollo agli agrumi, giustamente croccanti ma dal sapore “incolore”.

Contorni: non disponibili

Dessert: non provati.  La carta passa…al bicchiere panna cotta con nocciola croccante o al lampone, millevoglie alla vaniglia, perle nere del Maraja Guanaja e mont blanc al mandarino e xyauyu…al piatto la terra dei Kaki e pralinee sfogliato.

La mescita meriterebbe un articolo dedicato ma già tanti esperti ne hanno scritto. Ci limitiamo a dire che è un vero paradiso per gli appassionati di birra artigianale. Tra le provate spiccano – a nostro gusto – la pale ale Reale extra e la Castagnale.

* Immagini realizzate da Tavole Romane, pubblicate sotto una Licenza Creative Commons

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16 thoughts on “Open Baladin – Prototipo di “Birreria Italiana”

  1. Come al solito ( in questo caso con un pò di dispiacere) sono pienamente d’accordo con voi. Dopo la mia prima esperienza piacevole (ravvicinata all’apertura), le mie successive visite all’open si sono rivelate un susseguirsi di scivoloni pesanti sul lato gastronomico. Oltre ad aver in parte ridotto l’offerta iniziale, la qualità è davvero latitante, aggravata da un servizio spesso ai limiti del pessimo (in 3 visite non sono riuscito a mangiare un hamburger a temperatura e cottura decente, addirittura in una di queste mi sono stati “cambiati” 2 panini in successione uno più freddo dell’altro) di solito non sono mai “così” duro ma l’open per me è stata davvero una gran delusione, sia per le premesse, per l’idea di locale e per la bellissima struttura. Uno spreco di potenziale. Naturalmente mi limito a giudicare l’offerta mangereccia da me provata (unica testabile vista l’allergia alla birra) e sono convinto che dal lato “liquidi” sia tutta altra a storia. Spero cmq di tornare prima o poi per un hamburger di qualità ed essere piacevolmente smentito.
    Alla prossima mitici! :-)

  2. La mia unica esperienza all’Opena Baladin conferma purtroppo le vostre impressioni.
    Locale molto carino … in particolare l’esposizione di birre dietroil bancone è curata e d’effetto.
    Buona scelta di birre artigianali … per chi ama le birre forti e corpose … la Bruna 33 (non ricordo il nome esatto) è da 9.
    Servizio … da dimenticare.
    Qualità del cibo al di sotto delle aspettative.

    Ciao a tutti…

  3. Boh, io ci sarò stato una mezza dozzina di volte trovandomi sempre molto bene.

    Il rumore? Siamo in una birreria…

    Il servizio? Può capitare che il personale sia in affanno, vista la quantità di gente che c’è soprattutto nei weekend, ma sono sempre stati disponibilissimi: l’ultima volta avevamo ordinato una Lambic, che ci hanno fatto prima assaggiare vista la particolarità della birra, per sincerarsi fosse di nostro gusto. Una cortesia molto apprezzata, a locale strapieno.

    Il cibo? Buone le Fatate, mentre gli hamburger poi sono spaziali, secondo me. Dove li fanno meglio, a Roma? (accetto volentieri suggerimenti). Provati solo una volta i dolci (tiramisu ikea, ovvero “smontato”, e una panna cotta) trovati ottimi.

    Le birre? C’è bisogno di commento?

  4. Per favore uno di voi di tavole romane mi spieghi il significato dei neologismi “mayo” e “chekup”. :D

    Constato che i resoconti sono pressoché unanimi, dal’inaugurazione a oggi, sempre le stesse pecche, per ciò l’open baladin non mi attira.
    A me piace un locale minuscolo, scomodo, affollato e rumoroso a Trastevere, in via Benedetta, per le birre è il migliore della città, per taluni del mondo, se ho fame vado di fronte nel locale apparentato e sono contento.

    • Corretti “i neologismi” grazie…rischiavamo di venir fuori in qualche ricerca medica :-D

      Via Benedetta piace anche a noi e il locale per mangiare cui ti riferisci dovrebbe essere tra i nostri “Intoccabili”!
      Speriamo di riuscire a provare presto anche 4:20 visto che ce ne hanno parlato molto bene.

  5. carne molto buona…non c’è che dire. Non ci ha però convinto in versione “hamburger”

    E’ possibile motivare questa affermazione?

    Grazie

    • Dagli hamburger ci aspettavamo di più: la carne ci è sembrata di qualità (e quindi non dubitiamo minimamente di quanto scritto a menu sul presidio Slow Food) ma – a nostro gusto – ne vien fuori un hamburger poco saporito, troppo magro e asciutto. Aggiungiamo una cottura non proprio “au point” – come evidenziato anche da Lorenzo – ed ecco spiegato il nostro giudizio.
      Intendiamoci, per Roma è un hamburger superiore alla media ma nulla a che vedere con quelli che si possono gustare a New York o Londra…

      Tu come lo trovi?

  6. aaaaaaaaaaaaa ma quale superiore alla media??? :)))

    Senza scomodare il Clyde, basta andare all’Hartigan’s… o all’Avalon…

    mmmm la sezione pub latita… consiglio una sezione “intoccabili” anche per i pub… tutta da riempire..

    Da poco è morto anche il sito antitodo.org famoso per i pub a Roma… :((

    ciao,
    Mario

  7. Ciao, davvero carino ed utile questo sito!!! Abbiamo provato ieri sera il locale per una birra tra amici e l’impressione è stata davvero positiva! Atmosfera carina, ci hanno lasciato chiacchierare al tavolo dopo aver finito la birra anche se all’uscita abbiamo visto che qualcuno aspettava ancora di entrare. Ciao!

    Vale

  8. Pingback: Pasticceria De Bellis – Quando dolce, estetica e originalità si incontrano | Tavole Romane Blog

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