Botteghe di quartiere: naturale passaggio di testimone o evoluzione della specie?

Articolo da cui è stato tratto il post pubblicato su Dissapore Botteghe | Che futuro per un’istituzione profondamente romana?

Bottega di quartiere, negozio sotto casa, alimentari di fiducia: come la metti la metti affiora alla mente una istantanea in bianco e nero che ritrae un uomo dalla faccia “accogliente” vestito con camice bianco, taschino sul petto pieno di bic e cappellino sul capo con qualche marchio di salumi su stampato. Se ne sta fiero dietro un bancone pieno di fresche prelibatezze, tutto intento a servire i clienti e a raccontar loro storie.
Poi però distogli la mente da questo immaginario e ti rendi conto che il passare degli anni ha scattato tante foto a colori con altrettanti protagonisti: botteghe che hanno abbassato le saracinesche, botteghe che hanno cambiato padrone e prodotti a scaffale, botteghe che scelgono di rimanere stoicamente fedeli a quell’istantanea e boutique (ops!) botteghe che si rinnovano nel look e nelle formule…

Ma dove andranno mai queste botteghe? Era inevitabile che le foto diventassero a colori o sta prevalendo un progressivo darwinismo che privilegia il modaiolo senso del “gourmet”?
Nell’attesa di scoprirne il destino  e di leggere come lo immaginate, cominciamo a mettere da parte qualche indirizzo targato Roma da custodire.

LA BOTTEGA TRADIZIONALE CHE AVANZA

Gastronomia via Cola di RienzoSono le botteghe che hanno fatto storia nei quartieri e che continuano ad affrontare immutate (o quasi) i giorni nostri. 1. Castroni, con sedi in diverse zone di Roma , un vero paese dei balocchi dove si reperisce l’inimmaginabile in fatto di materie di importazione (riso orientale o cous cous di svariate provenienze, tahin per l’hummus, spezie), caffè di torrefazione, confetture, cioccolatini e caramelle, oli e sottoli, pasta,…e non finisce certo qui;  2. Franchi adiacente al Castroni di Cola di Rienzo, la combinazione di due “anime”, l’una fatta di piatti pronti che variano ogni giorno come paste, secondi di carne o di pesce, insalate, verdure, fritti (celebre il supplì, anche se col tempo fa ogni tanto rimpiangere il passato) da gustare in piedi nei piccoli spazi tavolino o da portar via, l’altra fatta di banco del fresco che espone, giusto a citar qualcosa, prosciutti stagionati, formaggi di varie “età”, foie gras e bottarga; 3. La Tradizione di Fantucci e Belli, in via Cipro, una “salsamenteria” dove si sosterebbe ore per osservare (e comprare!) le varietà di formaggi, prosciutti, salami, sottoli di altissima qualità…e per ascoltare le spiegazioni appassionate dei padroni di casa; 4. Roscioli (forno e piatti pronti in via dei Chiavari, salumeria-ristorante in via dei Giubbonari) a due passi da Campo de’ Fiori, di cui si è detto tutto e pure di più. Negli anni restano un riferimento in centro città i suoi prodotti da forno e da scaffale (oli, conserve,…), le diverse centinaia di tipi di formaggi e salumi e i noti piatti pronti di lasagne e secondi di carne (e chi non conosce gli involtini di Roscioli!); 5.Volpetti a Testaccio, con le sue selezioni di prodotti caseari e salumi, affumicati di pesce, piatti pronti fatti di tartine, pizze rustiche, paste, secondi.

LA BOTTEGA CHE CAMBIA

Qui si parla di aperture più recenti che fanno l’occhiolino a ricercatezza, materie bio e territorialità. 6. Beppe e i suoi Formaggi al Ghetto un concentrato inverosimile di formaggi freschi e stagionati, in parte di produzione propria, dove è inevitabile imbattersi in forti “personalità” (citiamo, uno per tutti, il formaggio di Capra “Le Catal”). Il tutto elegantemente esposto e ordinato tanto da invogliare all’acquisto di ogni cosa; 7. Bottega Liberati, in zona Tuscolana, nasce come macelleria nel 1963 e diventa bottega gourmet dal 2004 affiancando così a pregiate carni anche salumi, formaggi, yogurt e numerosi altri prodotti ricercati; 8. D.O.L., restiamo nei pressi del Tuscolano precisamente a Centocelle per un’esperienza di spesa e sapori tutti laziali e all’insegna della valorizzazione del territorio e di realtà artigianali. Il “padrone di casa” Vincenzo è riuscito nell’ardua impresa di conciliare qualità e prezzi. Colorano la bottega, tra gli altri, i salumi dei Monti Lepini, il guanciale di Cori, il peperone Cornetto di Pontecorvo, i pecorini della Sabina  e la lenticchia di Onano.  9. Mia Market, nel cuore del Rione Monti, una reinterpretazione contemporanea della bottega che oltre a vendere al dettaglio generi alimentari – dai salumi ai formaggi passando per pane, frutta, ortaggi e conserve – prepara piatti caldi (gustose le zuppe!) a portar via o da consumare in loco e organizza corsi di cucina; 10. Pomarius, in zona Monteverde Nuovo e più datato dei precedenti, è al tempo stesso gastronomia, ortofrutta ma anche rivendita di te, tisane più altri selezionati generi alimentari a scaffale. Onora le festività proponendo anche dolci (tra poco sarà tempo di quelli pasquali) di maestri pasticceri italiani.

Ma è solo l’inizio, ansiosi di sentire quali sono le vostre botteghe “di fiducia”…

E in chiusura un pensiero va alla creatura romana di Farinetti: vogliamo scommettere su quale effetto provocherà all’identità delle botteghe? Sempre che “il gigante” Eataly metta piede a Roma: siamo nell’anno in cui dovrebbe vedere la luce (inizialmente si parlava di marzo ora di fine anno), ma al momento in zona Air Terminal Ostiense si scorgono solo bandoni sparsi di costruzione cantiere e chissà se è quello di Eataly.

Immagini: Dissapore, Castroni, Tavole Romane, Katie Parla

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