Gelateria del Teatro – freddi “gioielli” incastonati in Via dei Coronari

Già da qualche tempo il nome è entrato di diritto nella nostra lista de “Il Top del Gelato a Roma” (e nel Tascabile), ma ora è giunto il tempo di appuntare i dettagli.
Quando sei a trastullarti per il centro la Gelateria del Teatro ti viene in mente per almeno due buoni motivi, gli stessi che te la fanno riafforare alla memoria quando – lontano da quello stesso centro – hai voglia di indugiare in una location dall’inusuale cornice con un gelato fuori dal comune.
E già: location e qualità del gelato, questi i due buoni motivi per appuntarsi l’indirizzo. Ma vediamoli uno per volta…
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La Guida de Noantri sulla pizza romana

Articolo da cui è stato tratto il post pubblicato su Dissapore La “Guida Michelin” della pizza romana

Ci sono gli amanti della pizza napoletana e ci sono gli amanti della pizza romana.
Tipicamente i primi sbeffeggiano i secondi in modo più o meno irriverente:
I veri cultori della pizza neanche la vedono quella romana” dicono…
A dirla tutta considerano la pizza napoletana una filosofia di vita e quella romana un momento di vita a tavola da prendere con filosofia!

Ma questo è il momento di gloria della pizza romana! Quel disco di pasta sottile sottile sottile che ce ne vorrebbero 10 uno sopra l’altro per ottenere l’altezza del bordo di una napoletana. Eppure chi se ne intende sa che non è questione di spessore: sono impasto, ingredienti e lavorazione a metterci lo zampino. Agli esperti dunque il compito di illuminarci su materie e procedimenti, noi da appassionati che salivano – oltretutto – anche per la pizza romana ci limitiamo a passare in rassegna un giro di indirizzi a nostro giudizio immancabili in una guida sul genere.
Un po’ per storia, un po’ per vocazione sono quasi sempre indirizzi economici dall’aria informale che ben si addicono al “’Nnamose a fà ‘na pizza e ‘na biretta veloce!”, indirizzi che col tempo (chi più chi meno) pur rimanendo fedeli ai canonici gusti nazional-popolari (margherita, marinara, napoli, capricciosa…per intenderci) hanno saputo infoltire il menu con giri di pasta più fantasiosi (fiori e alici, vegetariana e ortolana, versioni provola…anche qui giusto per intenderci!).

Primo giro con la nostra consueta lista dei 10, ma urge il vostro aiuto per rinforzarla.
Pronti, partenza…via!

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Birthday Giveaway: the winner is…

lamelannurca con “Tavole Romane Coupon”!

seguono Food Lover Kathy e Francesco con altre bellissime idee:

Qui potete leggere tutti i commenti per il giveaway

Complimenti ad Ale @lamelannurca e agli altri partecipanti per la creatività! E grazie di cuore a tutti per gli auguri e l’affetto che ci avete mandato!!!

Per lamelannurca: in arrivo un bel (e buon) brunch omaggio da Sweety Rome con un’altra persona che sceglierai. Ti invieremo una mail con i dettagli…e naturalmente aspettiamo di sapere com’è andata e magari qualche foto!
Grazie ancora ad Alessandra di Sweety per questo gentile omaggio.

E i nostri “servizi”? Niente “Coupon” (almeno per ora!) ma il mistero durerà ancora poco, stay tuned…

[ENGLISH] the winner of our birthday giveaway is lamelannurca with the “Tavole Romane Coupon” idea! She will enjoy a free brunch for two people at Sweety Rome. Thank you all for participating!
What about our coming “services”? Still a little bit to wait, stay tuned…

Tavole Romane festeggia il suo primo compleanno! E la “torta” nasconde sorprese…

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[ENGLISH] News from Tavole Romane blog and how to participate to our “birthday giveaway”

Jingle per favore: tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Tavole Romane…tanti auguri a te!

E chi lo avrebbe mai detto! E’ stato un anno intenso, un anno denso di emozioni, un anno carico di soddisfazioni inattese!
Chi ci segue sa che non siamo per l’autoreferenziazione e le autocelebrazioni, ma in questa occasione un’eccezione è d’obbligo.

Poche parole dunque, ripercorriamo velocemente,  a modo nostro, l’anno appena trascorso. Con una raccomandazione: non fatevi cadere la palpebra e arrivate fino in fondo. Annunci e sorprese vi aspettano nelle ultime righe.

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Charlie Vini e Cucina – Aperitivo Salumi & Formaggi

E qui complice è stato un passaparola…
“Sai un’amica compie gli anni nei prossimi giorni…e vorrebbe organizzare un aperitivo per festeggiare. Ci vorrebbe un posto nuovo non i soliti nomi. Al solito qualcosa di qualità, dove bere bene e mangiare pure”.
E il passaparola replica: ” Ma allora provate Charlie a Ponte Milvio! Ha aperto da poco. L’ho provato…credetemi, vale la pena”.
Fiducia accordata. E così Charlie è stato lo sfondo di un’allegro birthday happyhour.
Questo locale, uno degli ultimi arrivati in zona Ponte Milvio, ha occupato i locali confinanti col Gianfornaio, giusto di fronte a Dulcamara. Per chi è di zona le coordinate dovrebbero essere più che parlanti; chi non lo è – con questi riferimenti alla mano (o con la nostra mappa) – troverà facilmente l’ingresso. Delle grosse vetrate lasciano intravedere chiaramente il culto per il bere che anima l’interno: entri e quasi involontariamente ti ritrovi a guardare verso l’alto, verso le tante bottiglie “bianche e rosse” schierate come soldatini  – in appositi scaffali – che un po’ ammaliano e un po’ frastornano rendendo l’ingresso già vertiginoso.
Due le salette contigue dove si inseguono le strutture “aeree” che ospitano le bottiglie. Tavolini e seggiole, ripiani e sgabelli sistemati quà e là per appoggiarsi, riempiono gli ambienti e fanno strada verso lo spazio cucina  a vista (a destra entrando). Proprio qui preparano sfizi espressi per aperitivi e cena fredda. Per l’happyhour tutto viene servito in piccoli taglieri disposti sull’isola cucina e pronti per il self service. L’aria è moderna, accogliente e sa di giallo, bianco e color legno scuro. Fa piacere poi trovare dei tavolini anche all’aperto – bordo marciapiede – per le soste nella bella stagione.
Formaggi stagionati e freschi, mozzarella, burrata e salamini anche in versione “aroma di tartufo”,  prosciutto crudo, mortadella, bruschettine pomodoro e primo sale, spicchi di pizza bianca: questo è quanto accompagna il goloso aperitif. I prodotti sono di buona qualità e serviti non in modo risicato, seppur non sempre con velocità. Disponibile anche qualche piatto freddo “espresso” (abbiamo visto preparare interessanti tartare di manzo con noci). Tante le etichette di vino tra cui è possibile scegliere per un bicchiere. Disponibili anche alcune birre.
Il servizio è cortese, vigile ed efficiente. Certo, averne fatto la conoscenza in una sera a “party dedicato” può distorcere la percezione…ma c’è da dire che era anche piuttosto facile perdere la calma col transito di più di quaranta persone in uno spazio che ad occhio ne ospita la metà.
In una inflazionata Ponte Milvio – in fatto di movida e locali -  dove peraltro velocemente si alzano e si abbassano serrande non era semplice portare un’offerta nuova e non scontata: Charlie ha tutta l’aria di esserlo. Gli auguriamo di prender piede e resistere alle “intemperie” di zona.

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L’Arcangelo – tradizione romana con genio

E’ trascorsa già qualche settimana da quando – un giovedì sera – abbiamo cenato da Arcangelo Dandini. Facile intuire il perchè di giovedì: voglia di gnocchi naturalmente! Arcangelo non c’era, gli gnocchi per fortuna si.
Da allora tante volte “penna e calamaio” – ops “tastiera e schermo” – muniti si è tentato di raccontare quella sera, ma altrettante volte l’articolo non è riuscito a prendere forma. Perchè? Perchè ti dai un’occhiata in giro e realizzi che se ne è parlato e se ne parla davvero in ogni dove e in ogni forma. Basta googlare in qualsiasi combinazione le parole “Arcangelo”/”ristorante”/”roma” per vedere apparire pagine e pagine di link a discussioni in forum e post di blogger più o meno datati. Poi però proprio non resisti, vuoi dire la tua! Quelli scritti qualche mese fa erano solo accenni.
Quando metti piede nel Ristorante L’Arcangelo sembra di fare un tuffo in una delle sale del Gramercy Tavern: in un colpo da Prati a Roma a Chelsea in NYC. I toni scuri degli arredi, gli allestimenti tradizionali e curati, l’aria formale e il sottofondo internazionale: tanti aspetti ce lo ricordano. Poi però passi per le pareti e per le inevitabili stampe di una Roma ormai sparita per riatterrare d’un tratto in un altro continente. E che sei lontano da Manhattan te lo conferma soprattutto il menu, tutto ispirato alla tradizione romana. Troppo vero e audace – già tra le righe – per essere un menu capitolino riprodotto altrove.
Ed è proprio qui (nel menu) che senti tutto il mondo dello Chef.  Forza, genio, grinta, ma anche attaccamento alle radici e alla tradizione, attenzione spasmodica all’autenticità dei sapori e alla qualità delle materie. Chi si è imbattuto  in Arcangelo – di persona o virtualmente (la sua pagina Facebook dice tanto) – non potrà non ritrovarne l’anima e lo spirito nella sua cucina.  Ogni piatto – dagli antipasti ai dolci-  tenta di esprimere tutto questo insieme. E c’è da dire che praticamente ogni portata premia l’intento. Carta o menu degustazione per decidere come farsi un giro tra ciò che i fornelli tirano fuori.
E mentre sei dolcemente frastornato, tra l’atmosfera che si respira in sala, i sapori che si susseguono a tavola e quanto la fornita cantina serve, ti dici che tutto scivolerà via perfetto. Poi però nella nostra serata si susseguono delle sbavature: un servizio che cerca di essere formale ma che invece a tratti si lascia andare nei modi e passa con facilità dal “Lei” al “Tu”, un conto con un ricarico di troppo (seppur prontamente corretto), un incomodo “Novosal” in bella mostra nella sala principale, più una varietà di pane che non rende giustizia al menu. Di botto realizzi di non essere partito per Marte, qualcosa ha deviato la destinazione finale. “Solo” Luna forse…

Di quel nostro giovedì  restano dulcis in fundo gli scatti di quanto provato.
E quanto provato lo scriviamo a modo nostro, lasciamo alla carta le esatte diciture. 

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