L’Asino d’oro – territorio chiama e creatività risponde *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Giusto in questi giorni consideravamo che è trascorso poco più di un anno da quando Lucio Sforza ha mosso le cucine dell’Asino d’oro da Montesacro al cuore del Rione Monti, facendo parlare – e ancora parlare, parlare – di se nel corso dei mesi davvero tanti e tanti estimatori italiani e d’oltreconfine. Un esempio emblematico di neo-bistrot, tendenza sempre più agognata e che a Roma non può che calarsi in neo-trattoria come peraltro Lucio stesso definisce il suo “covo”.

E sempre di circa  un anno fa è la prima apparizione nel nostro blog. Da allora però a dire il vero di occasioni di “incontro” ce ne sono state molteplici tra nostri momenti di sosta, ripetute citazioni in consigli ad amici e messa in onda di un Food Tour (ita, eng) completamente ispirato alla cucina creativa di territorio che l’Asino porta in tavola.

Qualche sera fa poi l’ultimo cercato passaggio in compagnia della mitica Joni. Occasione: la presenza a Roma di un ospite speciale e la brama di tastare con “papille” come lo chef elaborasse in questo periodo una materia a noi cara…il carciofo…

Cosa c’è di nuovo?

E già, il carciofo imperversa nei banchi di mercato e naturalmente anche nel menu dell’Asino d’oro tutto devoto alle stagioni. Una cena dunque quasi interamente dominata dal fiore verde di periodo, e di cui non possiamo che lasciarvi scatti e brevi suggestioni: dicono praticamente tutto.
Ma prima di “srotolare” foto e parole un paio di notizie, una di forma e una di sostanza!
La prima: le pareti bianche e spoglie della saletta principale sono quasi sparite sotto una mostra (temporanea pare) di impressioni fotografiche a sfondo “jazz&blues”. La seconda: dal 10 maggio l’Asino d’Oro riapre anche  il lunedì sera.
Speriamo che clima e temperature si “raddrizzino” così da consentire di cominciare a godere del patio esterno posizionato su via del Boschetto.

E ora piatti (con i nomi non saremo ahinoi precisi, non abbiamo preso appunti e la memoria inganna)…

Zuppetta di fave, carciofi e bieta con crostini di pane: in una parola “succulenta”.

Triangoli di ricotta al limone con pesto di pistacchi, pinoli e asparagi: seducente mix quello tra il ripieno della pasta e  il “trio” esterno.

Strozzapreti con ragù di agnello al profumo di cannella: pasta soda esaltata da questo insolito e azzeccato connubio di sapori.

Polpette di castrato con carciofi: un riuscito tentativo di proiezione alle memorie pasquali. Viene da dire, peccato fossero solo due.

Spezzatino di capocollo con carciofi e radice di liquirizia: una vera “rivelazione”.

Coniglio alla birra con cipolle e visciole: non delude le promesse.

Tiramisù di pane: sempre un riferimento!

Crema di finocchi: la gola è stata più rapida della fotocamera! Sta per entrare di diritto nei nostri prediletti…

Pagelle e prezzo:

Per consultarli seguite del questo link al precedente articolo.

* Immagini realizzate da Tavole Romane, pubblicate sotto una Licenza Creative Commons. Un grazie a ziofrankie per la foto di Lucio Sforza e quella del tiramisu.
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One thought on “L’Asino d’oro – territorio chiama e creatività risponde *Aggiornamento*

  1. Spiacente, ma per quanto mi riguarda è stata un delusione.

    Oggi di ristoranti in cui si mangia decentemente/bene ce ne sono davvero molti e a mio avviso il valore aggiunto lo si trova nel servizio: beh, questo ristorante non possiede affatto questo valore aggiunto.

    Con una sala piena solo per metà, abbiamo dovuto aspettare 30 minuti prima che il tizio venisse a prenderci l’ordinazione e non solo….dopo essere spudoratamente andato prima al tavolo al nostro fianco in cui si erano appena seduti, non si è fatto nessun problema nel rispondere (facendosi sentire) indispettito “E MO’ CE VADO” alla ragazza dei tavoli che gli stava facendo notare la cosa!

    (Tralasciando la sua scortesia anche nel prenderci l’ordinazione, ha continuato a non filarci affatto durante tutta la cena)

    La ragazza ai tavoli (lei almeno era cortese), ci porta a tavola le due bottiglie di vino per versarci i due bicchieri da noi scelti e insieme ci accorgiamo che nel mio calice del vino C’ERA DELL’ACQUA: non voglio neanche sapere se il bicchiere era già stato usato o semplicemente non asciugato!!!

    La mia compagna è riuscita così a ordinare un piatto di gnocchi erbette e noci: la pietanza è arrivata dopo 60 secondi con lo gnocco ben mollo e rappreso nel condimento! SIGNORI MIEI, VOLETE ELEVARVI A UN RISTORANTE CHE PROPONE CUCINA DI TENDENZA E FATE UNA COSA DEL GENERE?? PRESCINDENDO CHE NON DOVRESTE FARLO NEANCHE CON I TURISTI, VI AVVENTURATE IN COSE DEL GENERE CON PERSONE DEL POSTO?
    Se pago un primo piatto 11 euro, mi aspetto ALMENO che sia fatto espresso!!

    Servizio lento e scortese, primi piatti precotti, acqua preesistente nel calice di vino a tavola: non credo che un primo, un secondo e due bicchieri di vino valgano 60 EURO con queste condizioni!

    Magari per un pranzo infrasettimanale va anche bene, ma per una serata lo sconsiglierei a tutti!!!! Mi ripeto, il cibo (se espresso) può essere anche buono…..ma il servizio è TOTALMENTE da rivedere

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