Marzapane dolce&cucina: genio spagnolo rosa a Piazza Fiume

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Da qualche settimana la “casa” di Marzapane, che più o meno tutti accostano nell’immaginario ad Hansel e Gretel, ha una nuova “proprietaria”. Tutto questo accade a Roma, a due passi da piazza Fiume e la regina della “casa” è la chef spagnola Alba Esteve Ruiz. Neanche 25 anni, eppure con un curriculum da fare invidia anche ai più navigati. Giusto per fare due nomi: stageur da Paco Torreblanca ad Alicante e capo-antipasti (ve ne accorgerete subito!)  da El Celler de Can Roca, il 3 stelle Michelin tra i candidati alla vetta nella World’s 50 Best Restaurants che si terrà a fine mese. A rendere Alba padrona di “casa”, ops della cucina, ci hanno pensato dei giovani imprenditori siciliani, artefici del progetto Marzapane.
Imprenditori siciliani…Marzapane…ah si ecco le origini, altro che favole!

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La Pergola – 3 stelle sopra Roma

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Questo non sarà un post canonico, non può esserlo obiettivamente: La Pergola non ha bisogno di presentazioni, tanto meno di nostri ordinari post.
Sarà giusto un omaggio consumato tra qualche ossequiosa riga e una riverente sequenza di scatti che certo non riuscirà a rendere giustizia alla bellezza dei piatti (si bellezza, non c’è altro termine pieno), ma che se non altro tenterà di trasferire suggestioni.

La Pergola era per certi versi una sorta di “sogno nel cassetto” da aprire, prima o poi.

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Il “poi” a un certo punto è arrivato, era il “poi” giusto. Uno di quei “poi” che capitano una volta (o almeno si spera) nella vita.

Cosa resta di quella serata dunque.

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Romeo Chef&Baker – cosa riesce a fare un “incontro”

Un incontro? E chi si è ritrovato? …Romeo? E chi è Romeo?
Curiosi eh! Ecco ora tenteremo qualche risposta.

Romeo è esattamente il frutto di un fortunato ‘”incontro” tra quattro nomi brillanti della ristorazione capitolina: la chef Cristina Bowerman e Fabio Spada di Glass Hostaria e Bir&Fud e i fratelli Roscioli, Alessandro e Pierluigi, che da decenni (come famiglia tramanda) animano l’angolo Chiavari-Giubbonari con il forno e lo spazio winebar-deli-ristorante.  Sulla strada che ha condotto a questo “incontro” diverse le coincidenze, almeno a detta di Cristina e Fabio: il desiderio recondito  di voler dar vita a un progetto culinario nuovo e diverso – magari in compagnia dei Roscioli – si è incrociato ad un certo punto con la visita a dei papabili spazi da occupare, che guarda caso avevano già catturato l’attenzione di Alessandro e Pierluigi. Un segno! E poi quegli spazi, ari-guarda-caso, un tempo altro non erano che un’officina-laboratorio dell’Alfa Romeo. Sullo sfondo macchine dunque, proprio come era accaduto per gli altri locali a conduzione Bowerman-Spada. Un altro segno! Come ignorare dunque tutto questo?
Di lì l’incontro cercato, di lì Romeo che ha aperto i battenti in Prati – a due passi da Cola di Rienzo – giusto qualche giorno fa il 13 novembre.
Ecco così svelate anche le origini del nome…

L’Asino d’oro – territorio chiama e creatività risponde *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Giusto in questi giorni consideravamo che è trascorso poco più di un anno da quando Lucio Sforza ha mosso le cucine dell’Asino d’oro da Montesacro al cuore del Rione Monti, facendo parlare – e ancora parlare, parlare – di se nel corso dei mesi davvero tanti e tanti estimatori italiani e d’oltreconfine. Un esempio emblematico di neo-bistrot, tendenza sempre più agognata e che a Roma non può che calarsi in neo-trattoria come peraltro Lucio stesso definisce il suo “covo”.

E sempre di circa  un anno fa è la prima apparizione nel nostro blog. Da allora però a dire il vero di occasioni di “incontro” ce ne sono state molteplici tra nostri momenti di sosta, ripetute citazioni in consigli ad amici e messa in onda di un Food Tour (ita, eng) completamente ispirato alla cucina creativa di territorio che l’Asino porta in tavola.

Qualche sera fa poi l’ultimo cercato passaggio in compagnia della mitica Joni. Occasione: la presenza a Roma di un ospite speciale e la brama di tastare con “papille” come lo chef elaborasse in questo periodo una materia a noi cara…il carciofo…

Cosa c’è di nuovo?

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Sorpasso – Vin Cafè Cucina da mattino a tarda serata

Capita che per un motivo o per un altro tiri tardi – impegni, imprevisti, teatro o cinema – e hai voglia di farti un bicchiere e smangiucchiare un piatto caldo.
Capita che nel cuore del quartiere Prati (pensa un po’ quello più diurno di tanti altri!) da più o meno otto mesi il Sorpasso, costola del noto e già “nottambulo” Passaguai ti aspetti fino all’una circa. Orari insoliti in città.
Due vetrine su strada: insegna “Vin cafè” una e “Cucina” l’altra. Nel mezzo a muro la firma “Sorpasso” ti dice che sei all’indirizzo esatto. Continua a leggere

Metamorfosi – la rivoluzione dei sensi

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La serata trascorsa da Metamorfosi è stata una serata di domande.

La prima. “Come può un posto così – si un posto così – non aver ricevuto nell’ultima “incoronazione” la stella Michelin?” Ecco, anche a distanza di qualche giorno da quella sera non abbiamo trovato una spiegazione che ci convincesse. L’unica parvenza di risposta semi-persuasiva è che “…è solo questione di tempo…

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Glass Hostaria a Trastevere – che si alzi il Sipario!

Articolo da cui è stato tratto il post pubblicato su Dissapore “Glass Hostaria di Roma: i motivi del perché sono pazzo di te“.

Sarebbe facile, troppo facile (per non dire banale) scrivere – anzi non scrivere – di Glass cose del tipo: “nulla si può aggiungere a quanto è stato già detto da esperti del settore e non, da fonti autorevoli e amatoriali, da “palati” più o meno gourmet, ecc. ecc. ecc.

E così anche se è complicato a piacere, più che mai per chi come noi non ha nelle papille e nello spirito gli strumenti del mestiere ma solo una penna con miscela “pathos-passione” per inchiostro, ti dici che dopo una serata a 5 stelle delle righe gliele devi. Perché altro si può aggiungere, caspita se si può aggiungere. Specie se peschi nel bagaglio emozionale che ti lascia qualche ora qui.

Vediamo cosa esce dunque dal nostro di bagaglio, quello riempito in una sera di inizio agosto.

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Osteria Pistoia – aria parigina a Monteverde *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente Articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Cosa c’è di nuovo?

Quando l’Osteria Pistoia ha riaperto qualche anno fa eravamo davvero entuasiasti per la presenza a Roma di una simile proposta. Riprendendo alcune righe del precedente post “…sembra di stare in un angolo di Parigi…l’offerta poi creativa al punto giusto…per non parlare dei prezzi, non è facile mangiare così a meno…“. Da allora più di una volta siamo tornati a cenare qui e ad ogni visita qualcosa ha offuscato quell’entusiasmo degli inizi. Intendiamoci parliamo di “alti e bassi” che in una serata stonano, ma per ora trovate ancora Osteria Pistoia tra i nostri consigli perchè nell’insieme continua a essere secondo noi una realtà di quartiere capace di proporre un tipo d’offerta che riesce a distinguersi.
E allora vediamoli questi “alti e bassi”.
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Fernanda – osteria di tendenza *Aggiornamento*

Aggiornamento dei precedenti articoli (1 e 2) che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Era veramente tanto tempo che non cenavamo da “Fernanda”. Ripensando a quanto siamo affezionati alla cucina, troppo; ripensando a quanto ci sia logisticamente comodo da raggiungere, imperdonabilmente troppo.
Sgomento dunque: chissà se è sempre la stessa osteria! E in un attimo siamo al tavolo. Questo qualche sera fa.

Cosa c’è di nuovo?
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