Gli “Intoccabili” 2013-2014 di Tavole Romane…

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In materia di “Intoccabili” avevamo preso un impegno: rinfrescare la lista almeno una volta l’anno. E’ giunto quindi tempo…
E a suggerire che è proprio il momento anche i numerosi accessi che di giorno in giorno la pagina accumula.
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I Bufalini – un pezzo di Cilento a Colli Portuensi

I Bufalini - Esterno

Mentre il fazzoletto Trionfale-Prati e l’asse Fluviale-Air Terminal continuano a far parlare di loro, complici le continue nuove aperture (ultima in ordine di tempo Vice in versione anche caffetteria su via Fabio Massimo), c’è un altro lembo di quartiere nel mezzo che si difende. Dopo Otaleg la scorsa estate – che ha decisamente scosso gli animi – Colli Portuensi ci ha infatti regalato giusto in chiusura d’anno questa bottega gourmet tutta devota alla Campania e più precisamente all’area cilentana. Perché ci scaldiamo tanto per la notizia?! Beh a chi ci segue da un po’ non sarà sfuggito che per questioni di origini al Cilento siamo molto affezionati…

Ma torniamo ai Bufalini. Chi sono dunque?! Nella testa due amici (Marco & Marco con cui abbiamo avuto modo di fare una chiacchierata) già soci nella vita per la gestione di attività ricettive romane, che da appassionati di buon mangiare italiano hanno cercato e voluto questo progetto in città. Nella sostanza i Bufalini sono una manciata di metri quadri – sobriamente sistemati con toni legno-rosso-piatrelline bianche giusto alle spalle di Otaleg – di autentica anima cilentana appunto e in qualche caso più generalmente campana. Fa eccezione il pane che per scelta viene prelevato ogni mattina nel panificio Passi di Testaccio. Chissà mai che poi importandolo da fuori città non sarebbe stato sempre così fresco…

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Pizzeria Lazzaroni – quando la Gatta si fa napoletana

Lazzaroni di quà, Lazzaroni di là: a fine febbraio girovagando in rete – quel pezzo di rete particolarmente vicino alla Roma ghiotta - era alquanto probabile inciampare nella notizia. E già, si scorgeva  un gran vociare sulla Gatta di nuova generazione. Si avete capito bene, la Gatta quella mangiona di via Ozanam a Monteverde; perchè la pizzeria I Lazzaroni nasce appunto dalla collaborazione di Giancarlo Casa (patron della su citata) e Massimiliano Ceccarelli dell’ex pizzeria a taglio La Tomatina. E ora direte…Beh ne scrivete dopo tutto questo tempo?! Ormai ci è presa così: la prova e la riprova dopo lo sfogo-post del primo periodo ci piace, oltre a parerci un po’ più vicino alla resa rispetto a quello che fa percepire l’entusiasmo dell’apertura. A dire il vero comunque è già qualche settimana che siamo transitati per la prima volta in zona Lazzaroni (Appio Latino per intenderci), la prima domenica sera di apertura, ma poi – un po’ come era successo per la Trattoria del Pesce – “ritiro” prima di parlare. Ritiro talmente pensoso che siamo tornati qualche sera fa prima di scriverne. Al solito però procediamo con ordine…

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Gli Intoccabili di Tavole Romane: che aria tira…

Innegabile sia da un po’ che al nostro scrigno degli “Intoccabili” non mettiamo le mani. Non nel senso di frequentazione che può venir in mente ai più (quella non manca di certo), ma in quanto a rivisitazione della lista. Sì qualche aggiustamento qui e lì, qualche obbligato chi entra e chi esce (forzato anche da inevitabili nuove aperture-chiusure) ma nulla di più.  Per fortuna di “Intoccabili” si tratta e una certa tenuta nel tempo la conservano.
Chi sono gli “Intoccabili” di Tavole Romane? Ah si certo qualcuno, o forse più di qualcuno, potrebbe non saperlo. Gli “Intoccabili” sono i nostri locali di riferimento a performance costante in fatto di qualità-prezzo, o per meglio dire sorriso-portafoglio. Insomma i posti verso cui ci precipitiamo ad occhi chiusi quando non abbiamo voglia di pescare nel nuovo e nell’ignoto. Indirizzi per noi sicuri per intenderci e che non possiamo fare a meno di condividere, tanto che per renderli anche velocemente riconoscibili li abbiamo piazzati a portata di mano nella pagina accanto alla Home del blog.

Considerando comunque che di realmente intoccabile in fatto di gastronomia c’è poco, molto poco, l’impresa di “scova-Intoccabili” è sempre abbastanza ardua. Ecco dunque dopo RIpensamenti e RIflessioni la lista “Intoccabili 2012″ completamente RIvisitata, RIbaltata e RInnovata nella struttura con 3 posti scelti per ciascuna categoria. E le categorie sono diventate 25 per facilitare la ricerca.

Vi lasciamo con l’impegno di RInfrescarla per intero almeno una volta l’anno.
Buona lettura!
Ah dimenticavamo…come tutte le selezioni ci aspettiamo e ci auguriamo susciti assenzi e dissenzi, che  se vorrete condividere non potrà che solleticarci curiosità…

Ecco qui allora le  nostre Tavole “Intoccabili”.

Brasserie 4:20 – “mangia e bevi” a base di birra artigianale

Dici “Porta Portese” e pensi irrimediabilmente al mercato domenicale di Roma che da decenni prende vita ai piedi dell’omonima porta e si estende per il primo tratto di via Portuense. Se poi sei un appassionato del genere ti viene in mente anche Baglioni versione anni ’70 che canta il mercato in un suo celebre pezzo. E non finisce qui, perchè se frequenti la Capitale Porta Portese evoca anche il ricordo di carta stampata, quella del famoso giornale (martedì e venerdì in edicola) dove tutto si compra e tutto si vende.
Insomma Porta Portese è una sorta di istituzione, una celebrità.
E proprio qui qualche tempo fa si sono concentrati progetti di riqualificazione urbana, che sono riusciti a incentivare le aperture di nuovi locali. Così accanto a storici ristoranti che si affacciano sul Tevere si sono accese le luci di nuovi ritrovi: il 4:20 è una di queste insegne, verde per la precisione.
Nella forma è uno spazio incastonato nella sequenza delle porte ad arco collocate sul lato opposto a quello che costeggia il letto del fiume: probabilmente un tempo queste porte altro non erano che ingressi a rimesse e officine. Nella sostanza il 4:20 è un vero esperimento che mette la birra al centro di ogni cosa, anche in cucina. E a giudicare anche dalla costante affluenza l’esperimento è davvero riuscito.
Il locale è su due livelli: spazio chiuso al piano strada, ambiente aperto a quello superiore. La vera attrazione dell’unica sala interna è il lungo bancone (di fronte entrando) con tanto di sgabelli  in cui si alternano spine e  pompe, una trentina in tutto, da cui escono le birre naturali servite. E’ ammaliante constatare come nell’allestire il tutto siano riusciti a integrare perfettamente e in modo armonico il bancone di terra con i circuiti metallici “aerei” in cui viaggia la birra. Pietre a vista, lavagne menu, isole tavolo in legno più sedie e divanetti completano il quadro. Ciò che stupisce dell’interno è anche il livello di tenuta del vociare e della musica, che non lo rende eccessivamente rumoroso. Una scala di metallo sul retro conduce invece al piano superiore: qui solo posti all’aperto con vista sul Tevere e “brace” nella bella stagione.
E’ vero, qui si viene per bere birra – quella artigianale o naturale come ci piace dire – in versioni più popolari o di nicchia, alla spina o in bottiglia (disponibili una pazzesca quantità di etichette). Preparano piatti “impegnati” di carne e di pesce usando birra naturalmente, e anche spuntini a tirar tardi. Incredibile da credere ma si può consumare un piatto cucinato fino ben oltre la mezzanotte! E non è finita qui: tra gli sfizi si rimediano anche gli inimitabili trapizzini della vicina pizzeria a taglio 00100. Che commovente sodalizio!
Tutte le proposte al piatto sono visibili sulle lavagne a muro, gli spuntini su menu monopagina plastificato.
Un ultimo sguardo all’offerta “da bere” per mettere in evidenza anche l’accurata selezione di whisky disponibili.
Per essere in birreria il servizio è – a nostro parere – superiore alla media. Sia per cortesia sia per efficienza. Questo non vuol dire che sia sempre impeccabile: siamo incappati anche in qualche episodio di disattenzione e svagatezza…ma tutto considerato ce ne fossero di 4:20!
Due note pratiche in chiusura. C’è affollamento, specie nel weekend, ma per rimediare un tavolo e cenare ci è stato sufficiente attendere un po’. E poi – incredibile a dirsi – parcheggiare è facile! C’è spazio proprio sulla via (da un lato e dall’altro) del locale.

Un nostro pensiero va ai “twitteri” che ne hanno scritto recentemente: due su tutti, che consigliamo di leggere, Daniela senzapanna ed Emanu. E un saluto anche a chi parteciperà al “twitbirra”…non vediamo l’ora di linkare qui i loro racconti!

Le nostre pagelle:

  • Ospitalità 6,5
  • Ambiente 8
  • Mescita 9
  • Cibo 7,5
    • Antipasti non provati
    • Primi non provati
    • Secondi 8
    • Contorni 7
    • Dessert 7,5
    • Pane non provato

Prezzo:

  • Pasto: 35€ (Hamburger 9€)
  • Birre: 5€-6€ bicchiere da 33cl (prezzo e dimensione del bicchiere variano a seconda del tipo di birra) – fino alle 20:00 birre a prezzo ridotto per l’aperitivo

In breve:
♥ 4:20…è Beer Time!

Informazioni pratiche:
Sito web: http://www.brasserie420.com/
Indirizzo: via Portuense 50, 00153 Roma (come arrivare)
Orario: tutti i giorni (lunedì-venerdi dalle 17:00 alle 03:00, domenica dalle 19:00) – cena dalle 20:00 all’01:00
Tel. 06.58310737

…dalla nostra esperienza:

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Luppolo e Farina – pausa pranzo e aperitivo con birre artigianali

Roma Montagnola

Quando ha aperto qualche mese fa (era fine novembre) ci siamo detti: finalmente qualcuno che ha il coraggio di fare un po’ di rumore nell’offerta gastronomica di questo quartiere!
Siamo a Montagnola nei pressi dell’Eur, a pochi passi dalla rotonda di piazza del Caravaggio, una zona ancora poco frequentata la sera e nel weekend ma molto animata all’ora di pranzo causa i tanti uffici che la popolano.
Complice un passaparola di alcuni colleghi, a pochi giorni dall’apertura ci siamo ritrovati da Luppolo e Farina per il pranzo. I nostri amici facebook se ne saranno accorti! Da quel giorno – attratti dalla valida offerta e dai prezzi competitivi per il quartiere – siamo tornati varie volte, ma ci eravamo ripromessi di scriverne solo dopo aver sperimentato anche il loro aperitivo a base di birre artigianali. E pochi giorni fa è capitato…
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