Pizzeria Ostiense – “figli” di Remo a Testaccio crescono

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Si vero, giusto qualche giorno fa col post sulle aperture di agosto avevamo dispensato saluti e “buone ferie” e ora eccoci di nuovo qui in men che non si dica. E’ che siamo inciampati in una recente apertura e proprio non potevamo resistere. Oltretutto coprirà gran parte del mese di agosto, come ignorarla dunque?

A dirla tutta comunque erano settimane che l’avevamo notata in quel pezzo di Ostiense dove si susseguono in circa 100 mt scarsi e in ordine d’uscita La Romana, Andreotti e Doppiozeroo. E’ tra questi ultimi due – quasi nel mezzo – che da un paio di mesi o poco più, storici “allievi” di Remo hanno tagliato il cordone ombelicale dal patron testaccino avviando un progetto tutto loro.  E noi che della pizza romana siamo ghiotti – realizzata la notizia – non potevamo aspettare oltre per parlarne. Lo stile non mente sulla matrice.

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Fattoria di Fiorano – il buono, il bello e il biologico alle porte di Roma

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Scrivere di Fiorano, della fattoria biologica di Fiorano ci mette davvero buonumore. Anzi a dirla tutta ci rende contenti, fieri di essere di queste parti.
Per una serie di motivi.

Le intenzioni e i principi sono proprio buoni e genuini, come piacciono a noi. A un certo punto le tre sorelle Antinori, nipoti del Principe che svariate decine di anni fa ereditò i terreni di Fiorano, hanno deciso di recuperare un “pezzo” della loro storia. Non più tardi del 2011 un recupero che ha messo in fila: il pregiato e fregiato vino Fioran0 non più prodotto per anni, uno degli edifici storici sparsi nei terreni, la coltivazione dei campi. Un recupero che oltretutto non si è fermato a questo, ma che somma un’attività di ristorazione a km – ops metro zero visto l’orto quasi in cucina – lo sfruttamento degli spazi e delle competenze anche a fini didattici, in particolare con laboratori per bambini, un caseificio unito a spaccio di prodotti agricoli, confetture, sottoli e dintorni.

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Nuove aperture per mangiare a Roma – cosa succede in città!

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Uno, due, tre…venti o forse più!
Questo è il numero di nuove aperture o avvenuti rinnovi che contiamo, negli ultimi mesi del 2013 e in queste prime settimane del 2014, tra fonti web, passaparola e nuove insegne intercettate nei quartieri in giro per la città. Non c’è che dire, continua il fermento romano nella ristorazione che se da una parte miete inevitabilmente nuove vittime che abbassano serranda, dall’altra miete anche nuove gestioni.
E se da un lato non possiamo che rallegrarci per il nuovo (le aperture non saranno tutte encomiabili ma qualche buona new entry che incontra i nostri gusti c’è!) dall’altro si consolida in molti casi un triste trend. Tanti sono infatti i neo-locali “omologati”, che ricalcano fedelmente dei format ben accolti in passato in città. Come se questo fosse pseudo-garanzia che fatto uno di successo, basta replicarlo – o quasi – e i Romani son soddisfatti. Che poi magari per carità esiste pure una fascia di gente che lo gradisce, ci sta pure che all’avvio certe formule così pensate rassicurino e attraggano, ma poi alla lunga pagherà? Noi qualche dubbio ce lo abbiamo…
Va ribadito però che qualche nuovo indirizzo, nella veste oltre che nella sostanza, c’è. Onore al merito.

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Il Secchio e L’Olivaro in zona Ostiense – la pizza alta da “leccarsi le mani” arriva in città

Il Secchio e l'Olivaro

E’ passata qualche settimana da quando l’Olivaro (il simpatico omino verde del marchio) ha deciso di “posare” il Secchio anche in quello che è ormai divenuto uno dei rettilinea capitolini più ambiti per le nuove aperture gastro-romane. Via del Porto Fluviale, in posizione quasi ad angolo con via Ostiense.

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Osteria del Velodromo Vecchio – tradizione romana all’Appio Tuscolano

Osteria del Velodromo Vecchio - Esterno

E così dopo la pausa di agosto eccoci di nuovo alle tastiere per una nuova e  speriamo promettente stagione gastronomica romana.
La ripartenza “vera”, fatta salva una parentesi di qualche giorno fa dedicata agli eventi food&wine&beer di questo Settembre, la affidiamo – in attesa di provare novità interessanti appunto – a uno storico indirizzo romano, l’Osteria del Velodromo Vecchio. 
La zona è quella dell’Appio-Tuscolano, come il titolo del post ha già svelato. Lo sfondo quello del classico incrocio tra strade di quartiere – un popoloso quartiere – giusto tra alti palazzi alternati a qualche “fratello” minore che resiste e, diciamolo, rende a tratti meno metropolitana l’aria.
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Pasticceria De Bellis – Quando dolce, estetica e originalità si incontrano

Pasticceria De Bellis - Lavagna

Sono trascorsi appena due mesi dall’apertura di questa pasticceria eppure per molti è già un luogo di culto.
Del resto ben note e – ci ripetiamo – di “culto” erano già le creazioni di Andrea De Bellis, che dopo un trascorso di rilievo presso i Fratelli Roca – recentissimo “gradino più alto” dei 50 best restaurants 2013 – Paco di Torreblanca (nomi che ricorrono nelle gastro-personalità capitoline!) e Adrià, un appoggio in zona Gianicolense e forniture sparse per la città (Open Baladin e Aromaticus per citarne alcune che frequentiamo), approda  finalmente in un covo tutto suo, oltretutto in un fazzoletto di quartiere che accoglie insegne di un certo rilievo per i foodie capitolini…

Ma torniamo al covo. La location, pochi metri quadri,  la stessa della vecchia Josephine’s e poi di Perfect Bun Bakery.
Tutto inneggia al grigio-nero e al contemporaneo chic: unico ambiente con bancone a vetri a forma di L più uno spazio mignon a sinistra (entrando) con quattro/cinque posti a sedere e un laboratorio sul retro a destra. Lavagna sul fondo e colonna frigo completano la scena.

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Brunch news e 6 indirizzi per il 1 Maggio

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Non si fa fatica a immaginare che per chi resta a Roma il 1 Maggio la voglia di un buon brunch sarà tanta! Molti locali saranno però chiusi e dunque non sarà facile soddisfare il desiderio. Occhio oltretutto perché le offerte di brunch continuano a spuntare come funghi, ma non tutte a nostro avviso meritano. Giusto recentemente ci siamo imbattuti in dei quanto mai deludenti brunch  – almeno per noi –  da Os Club (peccato vista la location!) e al circolo ricreativo Caracciolo in zona Trionfale. Qualità del cibo e dell’accoglienza missing…

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Sora Maria e Arcangelo a Olevano Romano – territorio con originalita’

Sora Maria e Arcangelo - Esterno

Capita di abbandonarsi a pranzi e cene “fuori-porta”. In inverno e in estate, il “fuori-porta” non conosce stagione.
O meglio a dirla tutta – e a voler abusare del significato delle parole – quello giusto le conosce le stagioni, eccome.
Anzi diciamocelo: deve conoscerle, tanto per farti sprofondare nel clima e nell’aria che – guarda caso – cerchi dopo esserti lasciato alle spalle il cemento, quanto per catapultare i sensi verso  sapori e odori di periodo lontani da scaffali e locali omologati che le stagioni le hanno dimenticate. E tentano di farle dimenticare anche a noi.

Ecco Sora Maria e Arcangelo è uno di quei “fuori-porta” giusti.
A Olevano Romano – tra Castelli e Monti Simbruini, sufficientemente lontani dal cemento. Tra materie “vivaldiane” (e si lasciateci coniare un termine solo che sappia al tempo stesso di 4 stagioni).

A questo aggiungeteci spasmodica attenzione al territorio e alla qualità degli ingredienti, tanto da riservare tutto l’anno un posto speciale a svariati Presìdi Slow Food (compreso menu degustazione dedicato), passione per il mestiere tramandata e preservata di generazione in generazione,  riuscite occasioni di incontro tra preparazioni della memoria e ricerca, location accogliente in un verace palazzetto di paese più un servizio cordiale e particolarmente efficiente. Ecco lì che una visita è auspicabile, saltandola si perderebbe obiettivamente un pezzo di cultura gastronomica dell’interland capitolino.

E’ giusto di qualche settimana fa il nostro faccia a faccia con la cucina di Giovanni Milana. Abbiamo optato per il menu degustazione che recitava (anche se ora sarà probabilmente già cambiato!)…

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I Brunch più amati di Roma: (in ordine!) The Perfect Bun, Bakery House e Said!

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Aggiornamento Brunch 2014: 29 suggerimenti!

Che il brunch fosse argomento popolare si era capito, ma non ci aspettavamo fino a questo punto! Questo è stato difatti – fino a oggi – il contest “Diciamo la nostra” targato Tavole Romane con il maggior numero di preferenze raccolte in assoluto. Si sono messi in moto tanti e tanti lettori web… E così dopo qualche giorno di intense votazioni (avrà contribuito il periodo!) come promesso ecco tutti per voi gli indirizzi più amati, pronti per essere consumati già in questo weekend…

I winner sul podio sono già svelati dal titolo del post, ma per non perdersi proprio nulla passiamoli nuovamente in rassegna con le percentuali di gradimento.

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I Bufalini – un pezzo di Cilento a Colli Portuensi

I Bufalini - Esterno

Mentre il fazzoletto Trionfale-Prati e l’asse Fluviale-Air Terminal continuano a far parlare di loro, complici le continue nuove aperture (ultima in ordine di tempo Vice in versione anche caffetteria su via Fabio Massimo), c’è un altro lembo di quartiere nel mezzo che si difende. Dopo Otaleg la scorsa estate – che ha decisamente scosso gli animi – Colli Portuensi ci ha infatti regalato giusto in chiusura d’anno questa bottega gourmet tutta devota alla Campania e più precisamente all’area cilentana. Perché ci scaldiamo tanto per la notizia?! Beh a chi ci segue da un po’ non sarà sfuggito che per questioni di origini al Cilento siamo molto affezionati…

Ma torniamo ai Bufalini. Chi sono dunque?! Nella testa due amici (Marco & Marco con cui abbiamo avuto modo di fare una chiacchierata) già soci nella vita per la gestione di attività ricettive romane, che da appassionati di buon mangiare italiano hanno cercato e voluto questo progetto in città. Nella sostanza i Bufalini sono una manciata di metri quadri – sobriamente sistemati con toni legno-rosso-piatrelline bianche giusto alle spalle di Otaleg – di autentica anima cilentana appunto e in qualche caso più generalmente campana. Fa eccezione il pane che per scelta viene prelevato ogni mattina nel panificio Passi di Testaccio. Chissà mai che poi importandolo da fuori città non sarebbe stato sempre così fresco…

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