La Barrique – Enoteca e degustazione nel rione Monti *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Dopo diversi mesi (a memoria almeno 3) di “stop” la Barrique di Pagliardi ha rialzato serranda. La scorsa settimana per la precisione.
Sono difatti terminati i lavori di ristrutturazione che hanno portato aria nuova e diverse novità…

Cosa c’è di nuovo?

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L’Asino d’oro – territorio chiama e creatività risponde *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Giusto in questi giorni consideravamo che è trascorso poco più di un anno da quando Lucio Sforza ha mosso le cucine dell’Asino d’oro da Montesacro al cuore del Rione Monti, facendo parlare – e ancora parlare, parlare – di se nel corso dei mesi davvero tanti e tanti estimatori italiani e d’oltreconfine. Un esempio emblematico di neo-bistrot, tendenza sempre più agognata e che a Roma non può che calarsi in neo-trattoria come peraltro Lucio stesso definisce il suo “covo”.

E sempre di circa  un anno fa è la prima apparizione nel nostro blog. Da allora però a dire il vero di occasioni di “incontro” ce ne sono state molteplici tra nostri momenti di sosta, ripetute citazioni in consigli ad amici e messa in onda di un Food Tour (ita, eng) completamente ispirato alla cucina creativa di territorio che l’Asino porta in tavola.

Qualche sera fa poi l’ultimo cercato passaggio in compagnia della mitica Joni. Occasione: la presenza a Roma di un ospite speciale e la brama di tastare con “papille” come lo chef elaborasse in questo periodo una materia a noi cara…il carciofo…

Cosa c’è di nuovo?

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L’Asino d’oro – territorio chiama creatività risponde

Rione Monti Roma

NEW! Tavole Romane è tornata in visita: leggi gli aggiornamenti seguendo il link

E Asino d’oro fu! Dopo averne letto a lungo in ogni dove ci siamo finalmente decisi a sperimentare la cucina di Lucio Sforza.
Si si avete capito bene non avevamo ancora mai avuto il piacere di assaggiarne le creazioni, nè ai tempi in cui in terre umbre gestiva “La Volpe e L’Uva” nè quando “L’Asino d’oro” già risiedeva a Roma in zona Montesacro. Ci è voluto il trasloco nel Rione Monti e il tanto “rumore” che c’è stato sul web per l’occasione (Mr Puntarella più in inglese Katie ed Elizabeth per citare alcuni “blogger” tra i nostri preferiti) a farci incamminare!
Ma ora è con certezza e anche con rammarico che ammettiamo di aver perso tempo nel non esserci decisi primi. Certo una rondine (ops una cena!) non fa primavera (ops piena affidabilità di giudizio!), ma la sensazione che ci si trovi in un posto fuori dal comune è forte e non fatichi a credere che qui è primavera tutti i giorni. Ma dunque procediamo con ordine.
Il locale è nel cuore del Rione Monti, nel cuore di quell’affascinante dedalo di strade in sampietrini che proprio il cuore ti ruba ogni volta che ci capiti a passeggiare. Due vetrate senza pretese e incorniciate da ferro battuto su strada: riconosci che sei arrivato perchè si intravede un volto opaco d’asino (su vetro). Il menu esposto in una bacheca accanto all’ingresso lascia già presagire che qui la cucina ha un’anima tutta sua. Superata la porta che separa l’Asino d’Oro dal resto del mondo ti infili in uno spazio tanto semplice quanto rassicurante. Lungo bancone a sinistra e un paio di tavolini in legno chiaro con sedute rosse a destra che corrono lungo la parete: volti l’angolo e arrivi nella saletta principale dove i toni diventano gialli passando per un piccolo spazio “blu”. Diverse lampade a tronco di cono scendono in fila giù dal soffitto sui tavolini. Le pareti sono bianche e nude; chissà se è una scelta o stanno finendo di arredare.
E veniamo all’offerta. Tutto è raccontato dalla carta che cambia settimanalmente. Carne e pesce, tradizione e creatività: tutto si fonde e viene fuori una cucina accattivante. Quando sei lì che studi il menu, prima di lanciarti nelle ordinazioni, ti domandi se quelle svariate combinazioni in cui dominano i sapori forti – di terra e di mare – non siano degli azzardi. Qualche minuto dopo ne realizzi invece la “leggerezza” e l’armonia di gusti e consistenze.
Oltre che a cena l’Asino d’oro resta aperto anche a pranzo e propone un interessante pasto completo a 12 euro: qui il simpatico racconto dei Fooders sul “pranzetto”!
Il servizio è rimasto sempre affabile, gentile ed efficiente seppur messo alla prova dalle nostre mille domande e richieste. E’ invaghito delle creazioni della casa e il pathos arriva tutto quando racconta il menu.
Ricca cantina con ricarichi medio-bassi e disponibilità anche di alcune buone bottiglie di birra artigianale.
Il nome del locale non inganna! Quello che Lucio Sforza crea è – a nostro parere - una autentica e mutua trasformazione delle materie genuine di territorio in creazioni originali che ne valorizzano anima e sapori.
Il tutto reso con un lodevole rapporto qualità-prezzo: speriamo che il trasferimento a Monti non si ripercuota sui costi al pubblico, per ora rimasti sostanzialmente fedeli a quelli della precedente sede.

Le nostre pagelle:

  • Ospitalità 7,5
  • Ambiente 7
  • Mescita 7
  • Cibo 7,5
    • Antipasti 8
    • Primi 7,5
    • Secondi 8
    • Contorni non provati
    • Dessert 7,5        in salita di 0,5 (↑)
    • Pane 7                 in salita di 1 (↑)

Prezzo:

  • Pasto: 35€ (pranzo a 12€ con menu fisso dal martedì al venerdì)

In breve:
♥ Metamorfosi in tavola!

Informazioni pratiche:
Sito web: http://www.lasinodororoma.it/ (in costruzione)
Indirizzo: via del Boschetto 73, 00184 Roma (come arrivare)
Orario: martedì-sabato 12:30-23:00, lunedì sera aperto a partire dal 10 maggio 2012 fino a inizio settembre (chiuso domenica e lunedì a pranzo) mar-gio 12:00-22:00, ven-sab fino alle 23:00 dom 12:00-15:00 (chiuso domenica sera e lunedì) [aggiornamento di aprile 2012]
Tel. 06.48913832

…dalla nostra esperienza:

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