La Pergola – 3 stelle sopra Roma

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Questo non sarà un post canonico, non può esserlo obiettivamente: La Pergola non ha bisogno di presentazioni, tanto meno di nostri ordinari post.
Sarà giusto un omaggio consumato tra qualche ossequiosa riga e una riverente sequenza di scatti che certo non riuscirà a rendere giustizia alla bellezza dei piatti (si bellezza, non c’è altro termine pieno), ma che se non altro tenterà di trasferire suggestioni.

La Pergola era per certi versi una sorta di “sogno nel cassetto” da aprire, prima o poi.

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Il “poi” a un certo punto è arrivato, era il “poi” giusto. Uno di quei “poi” che capitano una volta (o almeno si spera) nella vita.

Cosa resta di quella serata dunque.

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Antico Arco – serata di coccole culinarie *Aggiornamento*

Ristorante Antico Arco Gianicolo

- Antico Arco, esterno** -

Aggiornamento dei precedenti articoli (1 e 2)  che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Cosa c’è di nuovo?

Una notizia relativamente recente – per questo ristorante da anni protagonista del palcoscenico della Roma gourmet – effettivamente c’è!
Antico Arco – serata di coccole culinarie” recita il titolo del nostro primo post: ecco quel titolo non è poi più così appropriato, e non per una dipartita delle coccole! Da qualche tempo infatti l’Antico Arco è aperto anche a pranzo con un menu ridotto (e senza biscottini-omaggio a fine pasto) rispetto al fratello maggiore versione dinner e con uno sconto del 10% sui prezzi.
Qualche giorno fa è capitato di tornarci giusto a pranzo per un business lunch, finalità d’uso quanto mai azzeccata per ovvi e imperterriti motivi…
Ciò che non è nuovo difatti – e che l’Antico Arco preserva con costanza – sono gli elementi che ormai da tempo ne fanno un riferimento in città: l’alto livello di un’offerta sempre a metà strada tra la creatività e le rassicuranti tradizioni, l’aria sofisticata e accogliente dell’ambiente, il servizio fedele a forma, precisione e cordialità.
Ah dimenticavamo! Da un po’ c’è una novità “stradal-urbanistica” che poco c’entra con l’anima intrinseca del locale, ma di cui il locale stesso giova. Quel fastidioso vortice di traffico che si consumava a ridosso dell’ingresso al ristorante è stato interrotto: il tratto di asfalto che lo separa dall’entrata del dirimpettaio Museo della memoria garibaldina (inaugurato lo scorso anno) è stato reso pedonale. E così anche l’indugiare in entrata e in uscita è più lento…

Insomma si capisce che l’Antico Arco resta uno dei nostri loved places a Roma?!

Ma ora basta “parlare” e spazio ai nostri scatti dal pranzo…

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Osteria Giuda Ballerino – romanità, creatività e…fumetti! *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Cosa c’è di nuovo?

Era una calda sera d’estate  quando – più di un anno e mezzo fa – accomodati in piazzetta avevamo cenato all’Osteria del Giuda.
Era lo scorso inverno quando l’Osteria del Giuda entrava di diritto tra le nostre 10 Trattorie scelte in uno storico post per Dissapore
Era una fredda serata di questa gelida stagione – circa un mese fa – quando accolti dall’ambiente avvolgente e divertente della saletta dell’Osteria ci siamo soffermati a girare e rigirare tra i piatti dell’incredibile menu.
Certo starete pensando che “incredibile” sia un aggettivo imponente e importante, ma concedeteci il termine col significato un po’ più “rilassato” perchè – almeno a noi – sembra quasi incredibile quell’equilibrio qualità/creatività/prezzo che riescono a trasferire dal Ristorante stellato all’Osteria; e sempre quasi incredibile ci pare la costanza con cui nel tempo la parte low cost del Giuda tenga fede alla missione, alternando sui tavoli portate da Osteria (seppur sofisticata) a sapori di alta classe dell’adiacente Fratello Gourmet.
Unione nevralgica tra Ristorante e Osteria resta l’affascinante spazio cucina a vista dove tutto nasce, collocato giusto nel mezzo tra i due, quasi – o forse senza il quasi – a far da perno tra due ingranaggi del motore Giuda.

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Metamorfosi – la rivoluzione dei sensi

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La serata trascorsa da Metamorfosi è stata una serata di domande.

La prima. “Come può un posto così – si un posto così – non aver ricevuto nell’ultima “incoronazione” la stella Michelin?” Ecco, anche a distanza di qualche giorno da quella sera non abbiamo trovato una spiegazione che ci convincesse. L’unica parvenza di risposta semi-persuasiva è che “…è solo questione di tempo…

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Glass Hostaria a Trastevere – che si alzi il Sipario!

Articolo da cui è stato tratto il post pubblicato su Dissapore “Glass Hostaria di Roma: i motivi del perché sono pazzo di te“.

Sarebbe facile, troppo facile (per non dire banale) scrivere – anzi non scrivere – di Glass cose del tipo: “nulla si può aggiungere a quanto è stato già detto da esperti del settore e non, da fonti autorevoli e amatoriali, da “palati” più o meno gourmet, ecc. ecc. ecc.

E così anche se è complicato a piacere, più che mai per chi come noi non ha nelle papille e nello spirito gli strumenti del mestiere ma solo una penna con miscela “pathos-passione” per inchiostro, ti dici che dopo una serata a 5 stelle delle righe gliele devi. Perché altro si può aggiungere, caspita se si può aggiungere. Specie se peschi nel bagaglio emozionale che ti lascia qualche ora qui.

Vediamo cosa esce dunque dal nostro di bagaglio, quello riempito in una sera di inizio agosto.

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Salotto Locarno – sosta cool in bar d’hotel

L’articolo sui “20 locali da bere e da stuzzicare” di qualche tempo fa si era già “sbottonato” sul Salotto Locarno seppur con solo qualche riga: locale “modaiolo” per trascorrere le ore dell’Happy Hour tra aria “da Orient Express” e accattivanti cocktail. Così dicevamo…
E’ però giunto il momento di dedicare a questo locale un post tutto suo!
Il Salotto Locarno è proprio il classico esempio riuscito di valorizzazione di gemme architettoniche nascoste di Roma. La gemma è incastonata giusto al piano terra dell’Hotel Locarno, una “casa per ospiti” – come amano definirsi – che fa da spalla a piazza del Popolo dal 1925. L’hotel Locarno – senza escludere l’omonimo Salotto che ne occupa la hall – è al tempo stesso un esempio di raffinatezza, un richiamo artistico, un viaggio virtuale negli anni ’20. E basta accomodarsi qualche ora nel Salotto per ritrovare tutto questo. Grossa parte la fanno gli arredi e l’atmosfera della sala: divani a pareti separati in nicchie, tavolini, sedie, poltroncine, specchi e oggettistica di inizio secolo uniti ad ambiente “da luci soffuse” intiepidito da un camino d’epoca e tappeti a terra. Quando ci si accomoda in sala – specie nei momenti di basso “traffico” – si ha quasi la sensazione di essere partiti per un viaggio su un ampio vagone treno d’epoca!
D’estate movimento e fermento si spostano nell’attiguo giardino con tavolini in ferro battuto e poltrone: un altro autentico tesoro. A dire il vero anche in questo periodo lo spazio è ben sfruttato grazie alla presenza di lampade che scaldano le temperature.
E veniamo all’offerta: riesce ad essere all’altezza del posto? A nostro giudizio non delude. Servono sfiziosi cocktail alcolici e non più buone etichette di vini bianchi e rossi, e per chi vuole classici soft drink. Il tutto accompagnato con piatti di stuzzichini finger food provenienti dal vicino ristorante la Scena. Degni di citazione i frittini vegetali e i mini hamburgher dal pane morbido e carne dal gusto deciso. Tutto questo accade dalle 19:00 in poi. Se capitate prima – nel pomeriggio – vi imbatterete in una deliziosa tavola imbandita (con dolci e torte di vario tipo) a centro sala per l’ora del the. Interessante – e a tratti orginale – la selezione dei the (verde, nero e bianco) aromatizzati e non e degli infusi alla carta, come pure le porcellane in cui li servono. Nostri preferiti: il the verde Chai con cardamomo, cannella, zenzero, chiodi di garofano e il Bouquet di Provenza, un the nero con fiori di lavanda, rosa e bergamotto.
Quello che non riesce a rimanere all’altezza del posto secondo noi è il servizio. Non tanto per la forma quanto per la sostanza. Ne siamo rimasti ogni volta delusi: spesso impersonale, frettoloso e impreciso. Nell’ultimo aperitivo trascorso al Locarno abbiamo atteso invano il piatto del Finger Food promesso e mai arrivato. E tutto solo perchè abbiamo preso un aperitivo – fuori schema – mezz’ora prima delle 19:00! Speriamo faccia presto passi avanti e si metta almeno al pari del posto.
E’ ormai qualche anno che i “riflettori” dell’aperitivo romano puntano qui, specie nei giorni dedicati: il giovedì e la domenica. L’affollamento è salito e non è più passato, sia in inverno sia in estate. Non possiamo che augurarci che “l’aria Locarno” si preservi il più a lungo possibile e che resista a manovre commerciali che ambiscono ad aumentarne ancor più – se possibile – la popolarità a discapito della vivibilità delle serate.
E ora qualche foto, scusandoci per la bassa qualità dovuta alle luci soffuse del locale.

Le nostre pagelle:

  • Ospitalità 5
  • Ambiente 8,5
  • Mescita 7,5
  • Cibo 6,5

Prezzo:

  • Aperitivo: cocktail fino a 13€
  • The: 8€ (10€ con buffet dei dolci)

In breve:
♥ Viaggio negli anni ’20: conduce Locarno!

Informazioni pratiche:
Sito web: http://www.hotellocarno.it/
Indirizzo: via della Penna 22, 00186 Roma (come arrivare)
Tel. 06.3610841, 392.9100560

* Immagini realizzate da Tavole Romane, pubblicate sotto una Licenza Creative Commons

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San Valentino a modo nostro – 10 “grandi assenti” che amiamo!

Bisogna ammetterlo: tra le Tavole raccontate nel blog mancano diversi “nomi illustri” che tante nostre serate hanno allietato. Come sa chi ci segue, il blog include per filosofia solo locali provati e consigliati: capita così che le assenze possano essere interpretate come giudizi negativi. Approfittiamo dunque del giorno dedicato agli innamorati per citare alcuni ristoranti (di cui non abbiamo ancora scritto) che sono nei nostri cuori! Qualche nome figura già tra le vostre “Segnalazioni“.
Sono ristoranti dal costo medio-alto (sempre entro i 100€) suddivisi in due fasce di prezzo e riportati in ordine alfabetico. A chi invece è in cerca di un pasto più economico suggeriamo di sbirciare tra i locali con Q/P ottima o nella nostra recente panoramica sulle Trattorie.

Riportiamo poco più di una lista perchè pensieri e parole poco aggiungerebbero ai tanti articoli che si scorgono nel web e a quanto scritto dalle guide cartacee tradizionali. Rimandiamo – per ciascun locale – ai post scritti da blogger che seguiamo abitualmente e che abbiamo selezionato per voi. Per i ristoranti di fascia più alta troverete anche  il giudizio sintetico espresso da alcune guide.
Non perdeteci di vista però! Col tempo sicuramente ne scriveremo anche noi…

da 50€ a 100€

1) All’Oro – Parioli, cucina creativa, chef Riccardo Di Giacinto
Senza Panna, AdG (Stefano Caffarri), Passione Gourmet
Michelin: 1 stella, Gambero Rosso R0ma 2010/2011: 80, L’Espresso 2011: 15, Roma nel Piatto 2011: 7+


2) L’Arcangelo
(sito web non disponibile) – Prati, cucina romana rivisitata, chef Arcangelo Dandini
Luciano Pignataro, Katie Parla, Dissapore
Gambero Rosso R0ma 2010/2011: 80, L’Espresso 2011: 15, Roma nel Piatto 2011: 8-

 

3) Glass Hostaria - Trastevere, cucina creativa, chef Cristina Bowerman
AdG (Stefano Caffarri), Passione Gourmet, Senza Panna
Michelin: 1 stella, Gambero Rosso R0ma 2010/2011: 81, L’Espresso 2011: 15, Roma nel Piatto 2011: 8

 

4) Roscioli - Centro Storico, cucina tradizionale e creativa
Spigoloso, Passione Gourmet, Rossella di Ma che ti sei mangiato?
Gambero Rosso R0ma 2010/2011: 3 bottiglie (wine bar), Roma nel Piatto 2011: 7+

 
5) Settembrini – Prati/Mazzini, cucina creativa, chef Luigi Nastri
Dissapore, Papero Giallo, Puntarella Rossa
Gambero Rosso R0ma 2010/2011: 81, Roma nel Piatto 2011: 8-

 

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da 35€ fino a 50€

6) Antica Osteria L’Incannucciata - Cassia/Giustiniana, cucina tradizionale rivisitata, chef Dino de Bellis
Percorsi Di VinoScatti di Gusto, Italian Linguini

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7) Armando al Pantheon – Centro Storico, cucina romana, chef Claudio Gargioli
Il Marziano di Scatti, Porzioni Cremona

 

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8 ) Felice a Testaccio - Testaccio, cucina romana
Luciano Pignataro, Stefano “Manzotin”, Papero Giallo

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9) La Gensola – Trastevere, cucina di pesce siciliana
Puntarella Rossa, Corriere Roma

 

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10) Trattoria Monti (sito web non disponibile) – Monti, cucina marchigiana
Luciano Pignataro, Passione Gourmet

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* Immagini tratte da Internet e ritenute di pubblico dominio. Segnalateci eventuali vincoli di copyright e provvederemo prontamente alla rimozione.

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Pupina – il Mediterraneo in un piatto solo

Il Ristorante Pupina se ne sta nascosto da tempo in una delle vie che da piazza Cavour si srotolano in Prati e che contribuiscono a formare quel reticolo di strade parallele e perpendicolari che caratterizzano il quartiere.
Il locale è grazioso e curato e ha un solo ingresso a vetri su strada. Un unico ambiente – di forma rettangolare e con alti soffitti – ospita circa 30 coperti, a nostro avviso eccessivamente ravvicinati. Sul fondo un piccolo bancone e uno scaffale con macchina del caffè e bottiglie di vino a vista. I toni e i colori dell’ambiente vanno dal bianco al grigio passando per un caldo rosso ciliegia: pavimenti in parquet “bianco-metallico”, tavolini in vetro con gambe in legno dipinte di grigio, sedie e lampadari bianchi, pareti che nascono grigie (a richiamar i tavoli) e dopo un metro circa ricordano la neve. Il rosso si intromette invece nei cuscini delle sedie, nelle cornici degli specchi a parete e nelle simpatiche tovagliette “sottovetro” sulla superficie dei tavolini. Due lavagne a muro – una a destra e una a sinistra – recitano i piatti del giorno. Tutto appare in ordine: si respira un’aria informale e rilassata.
L’offerta – all’insegna di sapori e profumi mediterranei – è caratterizzata dai piatti unici: carni o portate vegetariane con contorni verdi e di ortaggi. Preparano anche primi e alla carta sono disponibili sfiziose insalate condite con svariati ingredienti. Nella nostra sosta abbiamo pescato tra i protagonisti del giorno: una bruschetta pomodoro e basilico – per iniziare – dal pane fragrante, saporite pennette con zucchine, speck e pomodorini, piatti unici di tagliata di manzo e bocconcini di pollo al limone (carni cotte al punto giusto) entrambi accompagnati da insalatina verde con salsa di senape e croccanti patate arrosto al rosmarino. Destavano curiosità – tra i piatti del giorno – anche la crema di zucchine servita con crostini, gli gnocchetti fatti in casa con pesto di pomodorini secchi e il piatto unico con gattò di patate: facevano capolino dai tavolini vicini e avevano un ottimo aspetto. Disponibile alla carta anche qualche dessert che però non abbiamo provato. Con il caffè offrono un biscottino al burro.
Il servizio in sala è cortese, rapido e riesce a mettere subito a proprio agio. Certo abbiamo sostato di sabato a pranzo – quando il quartiere praticamente si svuota – e i coperti occupati erano circa metà: andrebbe sperimentato anche a sala piena.
Ci siamo stati solo una volta, ma è bastata per un giudizio positivo. Intendiamoci non parliamo di un’offerta fuori dal comune, ma in un quartiere come Prati – pieno di locali tutti uguali e tutti orientati a sfamare i tanti professionisti che qui lavorano – l’ambiente, la freschezza delle materie prime, l’interessante  risultato delle preparazioni ne fanno un indirizzo valido per una sosta di qualità a pranzo o a cena.
Un ringraziamento finale al nostro amico Pier – estimatore di Pupina – che ce lo ha consigliato e fatto conoscere e un saluto speciale a un ospite d’eccezione (noto a tutti in zona) che ci ha allietato la sosta con la sua “chiacchiera”.

Le nostre pagelle:

  • Ospitalità 7
  • Ambiente 6,5
  • Mescita 6
  • Cibo 6,5
    • Antipasti 6
    • Primi 6,5
    • Secondi 7 
    • Contorni 6,5
    • Dessert non provato
    • Pane 6

Prezzo:

  • Pasto: 20€

In breve:
♥ Piatto unico che passione!

Informazioni pratiche:
Sito web: http://www.pupina.it/
Indirizzo: via Marianna Dionigi 37, 00193 Roma (come arrivare)
Orario: aperto a pranzo e a cena (chiuso la domenica)
Tel. 06.3223338

* Immagini realizzate da Tavole Romane, pubblicate sotto una Licenza Creative Commons 

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Le Bistrot dal 1987 – gusto vegetariano a Garbatella *Aggiornamento*

Aggiornamento del precedente articolo che consigliamo di leggere per una vista d’insieme su questa Tavola e per le informazioni pratiche.

Era davvero tanto tempo che non mettevamo piede qui…a “casa” delle simpatiche e sempre sorridenti proprietarie e sorelle Daniela e Barbara.
E già mentre scendevamo i gradini per entrare in sala ci rendevamo conto che Le Bistrot ci era proprio mancato!  
Un angolo di quiete che tale è rimasto, con il suo genuino contrasto tra un ambiente irrimediabilmente “kitsh” e una cucina sapientemente semplice e di gusto che mai delude nonostante lo scorrere del tempo.
Sala al completo: resta valido il consiglio sulla prenotazione al precedente post!

La visita si riferisce a venerdì 21 gennaio 2011.

Cosa c’è di nuovo?

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