Osteria Qui se Magna – romana di nome e di fatto

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Siamo di fronte ad una vera Osteria di quartiere a conduzione familiare, in zona Pigneto (descrizione all’articolo Necci dal 1924). Prima la madre…ora i giovani figli (un fratello e una sorella)…ai fornelli e in sala, coadiuvati da qualche rinforzo.
A veder l’ambiente il tempo sembra essersi fermato: un gradino…qualche tavolino…porta-finestra a vetri in alluminio bronzato…un piccolo ingresso con qualche coperto…sul fondo un bancone-frigo “d’epoca”…sulla destra la sala principale. Tanti lampadari “bolla bianca” anni ’70 con stecca di aggancio al soffitto e plafoniere  rivestite alle pareti (che a nostro avviso avrebbero bisogno di una rinfrescatina)…qui e lì  anche  qualche cartellone arancione con scritte nere a presentare i vini.
La cucina è romana e realizzata con materie prime buone, prelevate dai mercati di quartiere; i piatti abbondanti.
Il servizio – di rosso vestito nella maglietta – è informale e attento sia a raccontare i piatti al momento dell’ordinazione, sia ad intrattenere i clienti…spesso abituali.

Le nostre pagelle:

  • Ospitalità 7,5
  • Ambiente 6
  • Mescita 6,5
  • Cibo 7
    • Antipasti 6,5
    • Primi 7
    • Secondi 7
    • Contorni 6
    • Dessert 7,5
    • Pane 6

Prezzo:

  • Pasto: 20€

In breve:
…e nun ce se Lagna!

Informazioni pratiche:
Indirizzo: via del Pigneto 307, 00176 Roma (come arrivare)
Orario: pranzo 12.30 – 15.30, cena 19.30 – 22.30 (chiuso la domenica)
Tel. 06.274803

…dalla nostra esperienza:

La giornata lavorativa era trascorsa in grande affanno e il tempo uggioso sembrava non voler abbandonare i cieli di Roma…ma la prospettiva di una buona cena “tra soci” – a base di sostanziosi piatti romani e vino rosso – ci rinfrancava già lo spirito…prima ancora di iniziare! Così alle 21.00…via dall’ufficio…direzione Pigneto…e Qui se Magna!  Davvero una sorpresa…sia per la cucina genuina…sia per l’allegria e la convivialità dei proprietari.   

Citazioni dalla cucina:

Antipasti:  un po’ frastornati dalla fame incalzante e dalle diverse scelte alla carta, decidiamo di assaggiare l’antipasto misto…un piatto abbondante che consigliamo. Con una singola porzione si mangia tranquillamente in due. Prosciutto, spianata romana, lonza, carciofini, melanzane e zucchine alla griglia, quadratino di frittata alla zucchina, caciottina laziale, saporite olive, spigoli di salsiccietta da “spellare” e mangiare con le mani, strisce di peperoni arrosto…con in più una decorosa mozzarella di bufala…molto meglio di quelle vendute a peso d’oro in rinomate gastronomie. 

Primi: anche qui una buona varietà…dalla carta e dai piatti del giorno. Abbiamo provato…dalla prima, dei gustosi tonnarelli cacio e pepe dalla giusta cremosità…dal menu del giorno, gnocchi tirati a mano – dalla consistenza perfetta -con ragù e alla sorrentina. Un solo appunto su quest’ultima: più che alla sorrentina (ripassata al forno in coccio o pirofila con mozzarella filante e spolverata di parmigiano) si tratta di gnocchi con pomodoro e mozzarella…comunque apprezzabili.
Per la gioia degli “appassionati”:  presenti alla carta tutte le varie specialità romane…gricia, carbonara, matriciana, con sugo di coda, alla paiata…

Secondi e Contorni:  grazie alle scelte di due commensali non abbiamo mancato un assaggio di trippa alla romana e di sformato di verza (quest’ultima dai piatti del giorno). La prima ben cotta – scrocchiarella al morso – e giustamente condita con sugo di pomodoro e una profumata menta; lo sformato equilibrato nel mix verza-formaggi, ma sottotono rispetto al resto. Segnaliamo anche tante varianti di scaloppine e straccetti…qualche versione inusuale anche dal menu del giorno: nella nostra visita…invitanti – almeno nel nome (visto che non li abbiamo provati!) – straccetti al gorgonzola. Buona anche la varietà di contorni: avremmo assaggiato volentieri patate e carciofi, ma erano terminati…abbiamo ripiegato su patate al forno, a nostro gusto un pò troppo condite.

Dessert: i dolci ci sono piaciuti davvero tanto. Abbiamo assaggiato…dell’ottimo tiramisù tradizionale “vestito” di caffè e cioccolato…una fetta di torta caprese “rivisitata” con sfoglia sottile imbottita del tipico ripieno cioccolato e mandorle…un salame al cioccolato con pezzettini di biscotti secchi servito con panna e striscia di nutella (che poteva anche essere messa a parte per non “offuscare” il sapore inteso del fondente). Tutti fatti a mano…ed impreziositi da tocchi di creatività: a seconda della stagione il tiramisù è servito anche alle fragole o all’arancia. Bravi!

Pane:  cestino di pane forno a legna salato e ben cotto.

Onore alla presenza della mezza porzione (a metà prezzo +0,50) e alle varie tipologie di vino alla mescita a partire da 3€ al bicchiere. Nella nostra cena ci siamo rilassati con dello Shiraz laziale di Casale del Giglio.

2 comments

  1. Ecco un’osteria vera, familiare gradevole e…godereccia.
    Un dieci alla simpatia e intelligenza di chi ci lavora si accompagna ad un’ottima cucina romana…che dire….ci torneremo spesso!

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