Food delivery a Roma: sempre più realtà e qualità 

img_7697Si vero, la consegna a casa  non è esattamente una novità. Basti pensare agli sfornapizza (parecchi a nostro giudizio senza arte né parte) che già da anni, ad altezza pianerottolo e dunque sulla soglia della porta di casa, lasciano cartoni  fumanti previa chiamata. Quel che invece appare relativamente nuovo è che anche botteghe del cuore, o comunque sempre più attente alla qualità, si stanno affiliando al motto “il cliente chiama e noi arriviamo”. E per farlo si servono di appositi e devoti brand specializzati: due su tutti ci balzano in testa tagliando il traguardo, Moovenda e Deliveroo. E forse ora che ne avrete letto i nomi vi saranno balzate in testa le immagini di due ruote, pacco-trasporto-munite con tanto di marchio, che sfrecciano per le vie di Roma. Perché loro “top of mind”? Semplicemente perché cominciamo a ritrovare tra i locali serviti una serie di indirizzi, dal dolce al salato, che sono costantemente nella nostra agenda.

Moovenda. Copre ormai quasi 400 indirizzi in città e promette consegne a prescindere dalla distanza. Qualche nome: 20mq, pasticceria De Bellis,  Aromaticus, proloco Dol, Grezzo, il Secchio e L’Olivaro. Elenco completo qui. Per prenotare da App o Sito.

Deliveroo. Cambia leggermente il modello. Ossia consegna su base distanza gestibile:  a indirizzo di interesse sul sito corrisponde l’elenco dei locali a cui si può attingere. Ed ecco Beveria Monteverde, Ciao Checca, Crudo e Mangiato, Proloco Pinciano, il Margutta…e anche nomi Moovenda che si ripetono (usufruiscono di entrambi i servizi).
E generalmente si accede senza sovrapprezzo.

Ma guardando a “ieri”: …senza dimenticare però nel tempo l’operato di Just Eat, il colosso mondiale (chi non ha notato negli anni le crescenti etichette su vetrina!) nato più per pizza, panini e cibo asiatico che ha indubbiamente introdotto l’argomento ma su genere locali più di massa.

E guardando al domani prossimo: …via con proiezione verso UberEats (si si avete capito bene Uber per food delivery, magari sul cibo – in Italia – ce la fanno!) partito in questi giorni a Milano e atteso su Roma, almeno a giudicare dagli annunci di lavoro intercettati nei mesi scorsi (non hanno mezzi con loro brand come modello Uber vuole, qui dettagli sul funzionamento) e verso Amazon Restaurants che ha iniziato negli USA e ora serve anche Londra, fino a un ristorante stella Michelin. Non ci sono notizie  al momento su loro piani di lancio in Italia e a Roma, ma si spera!

Insomma nati – o sull’orlo di – e cresciuti senza non poche polemiche: recentissime quelle (per uno dei citati in testa post) sull’inadeguatezza dei compensi di lavoro ai tanti collaboratori su due ruote, spesso giovani. Noi ad ogni modo saremmo favorevoli a questi servizi, purché con sviluppo sano e che lasci sempre più spazio ai marchi di qualità: fanno bene alla diversificazione dei modelli di business, fanno bene all’economia, fanno bene alla diffusione di certe realtà gastronomiche magari meno note anche per non facile accessibilità, fanno bene allo stomaco e appagano desideri!

Crediti immagine: Uber

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